Roma. Presidente Corte d'Appello ricorda Welby: rispettare scelte paziente
'Uno Stato come il nostro non puo' non rispettare anche la scelta del paziente di morire, atteso che il diritto all'autodeterminazione terapeutica di quest'ultimo non incontra alcun limite, anche in caso in cui ne consegua il sacrificio del bene della vita. E' ineludibile l'intervento del legislatore per colmare un vuoto normativo mediante l'approvazione di una legge sul testamento biologico'.
Occupa un capitolo della relazione di Claudio Fancelli il caso di Piergiorgio Welby, l'esponente radicale affetto da una grave forma di distrofia muscolare morto il 22 dicembre 2006 dopo una battaglia combattuta perche' fosse staccata la spina alla quale era attaccato. Una vicenda della quale si e' occupata anche la magistratura romana riconoscendo, al termine di un lungo iter, il diritto del paziente all'autodeterminazione e la non punibilita' dell'anestesista che pratico' il distacco del ventilatore meccanico. 'Sarebbe inopportuno che, in una materia cosi' delicata si dovesse far riferimento solo alla giurisprudenza, alimentando cosi' la tanto criticata attivita' di supplenza della magistratura all'azione di Governo'.
"Che cosa c'entra con l'amministrazione della giustizia la richiesta, formulata in termini imperativi dal presidente della Corte di appello della Capitale, di una legge sul testamento biologico?". Alfredo Mantovano, An, interviene con una nota a proposito dell'inaugurazione dell'anno giudiziario.
"Dovrebbe essere l'occasione per esaminare il lavoro dei precedenti 12 mesi per riflettere sullo stato della giustizia". Invece, "durante il governo Berlusconi essa e' stata trasformata in una manifestazione contro il centrodestra. Oggi a Roma, con un 'governo amico' (sia pure morto), essa e' diventata la cornice di rivendicazioni ideologiche". Nessuno, continua Mantovano, "nega a un magistrato di esprimere le proprie posizioni. Troppe volte pero' l'espressione di opinioni, giuste o sbagliate che siano, avviene in forme (sentenze o ordinanze) o in sedi ufficiali (come e' accaduto oggi), delle quali si strumentalizza il peso e la solennita'".
Si tratta, conclude l'esponente di An, "dell'ulteriore prova della faziosita' di una parte della magistratura", che richiede percio' "riforme serie in tema di giustizia nella prossima legislatura".
Occupa un capitolo della relazione di Claudio Fancelli il caso di Piergiorgio Welby, l'esponente radicale affetto da una grave forma di distrofia muscolare morto il 22 dicembre 2006 dopo una battaglia combattuta perche' fosse staccata la spina alla quale era attaccato. Una vicenda della quale si e' occupata anche la magistratura romana riconoscendo, al termine di un lungo iter, il diritto del paziente all'autodeterminazione e la non punibilita' dell'anestesista che pratico' il distacco del ventilatore meccanico. 'Sarebbe inopportuno che, in una materia cosi' delicata si dovesse far riferimento solo alla giurisprudenza, alimentando cosi' la tanto criticata attivita' di supplenza della magistratura all'azione di Governo'.
"Che cosa c'entra con l'amministrazione della giustizia la richiesta, formulata in termini imperativi dal presidente della Corte di appello della Capitale, di una legge sul testamento biologico?". Alfredo Mantovano, An, interviene con una nota a proposito dell'inaugurazione dell'anno giudiziario.
"Dovrebbe essere l'occasione per esaminare il lavoro dei precedenti 12 mesi per riflettere sullo stato della giustizia". Invece, "durante il governo Berlusconi essa e' stata trasformata in una manifestazione contro il centrodestra. Oggi a Roma, con un 'governo amico' (sia pure morto), essa e' diventata la cornice di rivendicazioni ideologiche". Nessuno, continua Mantovano, "nega a un magistrato di esprimere le proprie posizioni. Troppe volte pero' l'espressione di opinioni, giuste o sbagliate che siano, avviene in forme (sentenze o ordinanze) o in sedi ufficiali (come e' accaduto oggi), delle quali si strumentalizza il peso e la solennita'".
Si tratta, conclude l'esponente di An, "dell'ulteriore prova della faziosita' di una parte della magistratura", che richiede percio' "riforme serie in tema di giustizia nella prossima legislatura".
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