Lunedì 8 giugno 2026
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Roma. Rischia la chiusura centro per la salute di immigrati e precari

U.E. - ITALIA
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Nei corridoi, in attesa di essere visitati, ci sono donne immigrate, tanti bambini, qualche clochard. E poi, a sorpresa, anche giovani italiani: sono i nuovi precari - quelli finiti sotto i riflettori in questi giorni per la norma del governo che ne impedirebbe l'assunzione - in primo luogo i lavoratori dei call-center a poche centinaia di euro al mese. Sono tutti pazienti dello storico Istituto San Gallicano, nel cuore di Roma, e del suo direttore Aldo Morrone.
Ma dal prossimo ottobre potrebbero rimanere 'orfani': il governo ha infatti cancellato i fondi previsti e le attivita' dell'Istituto potranno proseguire ancora per poco. E' una denuncia amara quella di Morrone: nella torrida Estate degli sbarchi e dei tanti immigrati morti per stenti nei 'viaggi della speranza' verso L'Italia, 'si pensa bene di chiudere una delle poche realta' sul territorio che si occupa proprio dell'assistenza sanitaria a queste categorie piu' deboli'.
E non si tratta solo di immigrati (regolari e non): 'Solo nell'ultimo anno abbiamo dato assistenza a 20.000 persone, di cui il 10% bambini. Immigrati, ma anche, e sempre di piu', cittadini italiani con redditi bassi, circa il 40% dei nostri pazienti'. Sono pensionati, ma anche 'tantissimi giovani precari: sono ad esempio i precari dei call-center. Non hanno i mezzi per rivolgersi altrove'. Dunque, non solo 'Istituto dei migranti': Il San Gallicano, che opera da oltre 25 anni, proprio nell'agosto dello scorso anno (con un provvedimento dell'ex ministro Livia Turco) e' stato 'promosso' guadagnandosi la qualifica di 'Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della poverta' (Inmp), con centri regionali di riferimento anche in Sicilia e Puglia. L'inaugurazione ufficiale, lo scorso gennaio, alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. In totale, previsto un finanziamento di 5 mln per il 2007, 10 mln per il 2008 e altrettanti per il 2009.
Tutto bene, fino a maggio 2008: il decreto del governo sul potere d'acquisto delle famiglie (noto anche come 'taglia-Ici') 'cancella' i 20 mln di finanziamento previsti. Il direttore dell'Inmp non molla: 'Ho scritto a tutti, da Berlusconi a Tremonti e Letta. Nessuna risposta. Solo il sottosegretario alla salute Roccella ha risposto, dicendo che apprezza la nostra attivita' ma il bilancio impone la cancellazione dei fondi. Spero non ci siano elementi di xenofobia in tale decisione e lancio un appello a governo e Parlamento'. Una decisione 'miope', la definisce Morrone: 'Con l'assistenza alle donne immigrate, ad esempio, abbiamo registrato un calo degli aborti in questa fascia, e grazie ai nostri mediatori culturali abbiamo ottenuto risultati anche sul fronte della prevenzione di fenomeni come l'infibulazione nelle bambine africane'. Ora, l'Inmp e' davvero 'agli sgoccioli': 'Se i fondi non saranno riallocati potremo andare avanti al massimo fino ad ottobre. Poi saremo costretti a chiudere. Un centinanaio, solo a Roma, i lavoratori che verranno licenziati'.
C'e' ancora qualche speranza? 'Il governo - commenta il senatore del Pd Ignazio Marino - ha adottato un ordine del giorno che lo impegna a trovare delle risorse. Ma e' un impegno generico. Certo - aggiunge - e' singolare che proprio il decreto per aumentare il potere d'acquisto delle famiglie abbia cancellato l'Istituto dei piu' poveri e deboli'. Evidentemente, e' la conclusione di Marino, 'per il governo, prendere le impronte ai bambini Rom e' piu' importante che curarli in una struttura qualificata'. Morrone pero' continua a sperare. Qualcuno 'in alto' potrebbe ancora ascoltare il suo appello. Nel frattempo, all'Inmp si stringe la cinghia, ma i corridoi sono sempre affollati. Precari e immigrati continuano ad arrivare. (Ansa)    
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