Roma. San Camillo-Forlanini lavora sulle staminali per ridurre il rischio di rigetto di organi trapiantati
Il Centro trapianti regionale realizzato dall'Azienda S.Camillo-Forlanini con lo 'Spallanzani' si candida a migliorare l'evoluzione a lungo termine del trapianto di organi con l'impiego di cellule prelevate dallo stesso donatore. Il progetto degli istituti laziali attualmente e' in sperimentazione presso gli Ospedali riuniti di Bergamo. Il rigetto costituisce la causa piu' frequente di fallimento del trapianto di rene. Con i farmaci antirigetto oggi utilizzati, circa il 50% dei reni trapiantati, a 10 anni dall' intervento chirurgico smette di funzionare principalmente per un processo di rigetto cronico o per la tossicita' della terapia immunosoppressiva i cui effetti favoriscono l'insorgenza di forme tumorali. L'obiettivo della medicina del trapianto e' di identificare terapie che possono indurre tolleranza all'organo trapiantato. Una possibilita' per indurre tolleranza e' legata ad una nuova strategia di terapia cellulare. Questa tecnica consiste nel trapiantare organi insieme a cellule staminali isolate in precedenza dal midollo osseo dello stesso ricevente il trapianto di rene. Questi i temi del III Corso di nefrologia e dialisi dal titolo 'Trapianto di rene, tumori e cellule staminali' a cui partecipano esperti nazionali ed internazionali che si terra' oggi venerdi' 28 novembre alle all'Hotel Jolly Villa Carpegna.
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