Venerdì 5 giugno 2026
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Roma. Testamento biologico, presentate firme per istituzione registro comunale...ma Alemanno dice no

U.E. - ITALIA
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Sono 8.200 le firme di cittadini romani raccolte in due mesi dall'associazione Luca Coscioni per chiedere al Comune di Roma di deliberare in consiglio l'istituzione di un registro per il testamento biologico nella capitale. Gli otto pacchi con le firme sono stati portati in Campidoglio per essere depositati al segretariato comunale.
'Adesso entro sei mesi il Comune dovra' pronunciarsi', ha detto il promotore dell'associazione Luca Coscioni-Disabili Roma, Mario Staderini. Con l'istituzione del registro sara' possibile, per ogni romano, depositare un testamento biologico con le proprie volonta' di fine vita, ma ogni due anni verra' chiesta ai testamentari la conferma della volonta' espressa.
Alla manifestazione hanno partecipato decine di persone con addosso cartelli dalla scritta 'Sindaco coraggio!', 'Liberi di scegliere' e 'Io mi registro'. Tra gli interventi, quello della vicepresidente del Senato, Emma Bonino: 'La nostra e' una battaglia di prevenzione dall'orrore, per prevenire una legge inaccettabile che invece di proclamare il diritto alla vita istituisce l'obbligo di vegetare'.
'Mi appello al sindaco affinche' rispetti la cittadinanza e apra un registro per il testamento biologico', ha aggiunto Mina Welby, promotrice della delibera popolare.
All'iniziativa hanno partecipato anche Marco Pannella e Beppino Englaro, padre di Eluana: 'Ci stiamo muovendo per non trovarci imposti trattamenti sanitari non voluti'.

ALEMANNO, TROVARE EQUILIBRIO, DECIDA PARLAMENTO - "Personalmente ritengo che aprire in maniera eccessiva al testamento biologico, e non trovare un giusto equilibrio, possa essere pericoloso". Cosi' il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. "Non e' nostra competenza - ha aggiunto Alemanno a margine della intitolazione di una targa all'ex consigliere comunale, Tony Augello - c'e' una legge che viene dal Parlamento, che e' ora in discussione alla Camera, e che credo rappresenti un giusto equilibrio. Sara' quindi il Parlamento stesso a decidere".
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