E.Romagna. Gli immigrati costituiscono l'11,3% del Pil regionale
L'apporto lavorativo degli immigrati stranieri in Emilia-Romagna nell'anno 2006 e' stato di 12,8 miliardi di euro, pari all'11,3% del PIL regionale (fonte: Centro Studi Unioncamere, Istituto Guglielmo Tagliacarne); un contributo quindi di rilievo concentrato prevalentemente nei servizi alla persona e nell'industria, con particolare riferimento al settore delle costruzioni; notevole anche la presenza nel settore agricolo. L'apporto dei lavoratori stranieri regolari e' importante non solo sul versante produttivo, ma anche su quello fiscale, contributivo, e dei consumi. E' quanto si legge in uno studio dell'Osservatorio regionale sul fenomeno migratorio di questo ottobre.
Nel 2007 i cittadini stranieri regolarmente residenti in Emilia-Romagna erano 365.720, pari all'8,6% della popolazione.
Alla stessa data i lavoratori stranieri iscritti presso l'INPS risultavano 233.784, dei quali 206.096 dipendenti (14,2% del totale dei lavoratori dipendenti), 16.682 lavoratori autonomi (3,7% del totale dei lavoratori autonomi) e 11.006 lavoratori parasubordinati (6,2% del totale dei lavoratori parasubordinati). I lavoratori stranieri registrati dall'INPS rappresentano l'11,2% dei lavoratori privati; considerando anche i circa 220.000 dipendenti pubblici (tra i quali gli immigrati non sono presenti per la mancanza del requisito della cittadinanza italiana), questa percentuale scende al 10,6% dei lavoratori complessivi in Emilia-Romagna.
Nel 2007 i cittadini stranieri regolarmente residenti in Emilia-Romagna erano 365.720, pari all'8,6% della popolazione.
Alla stessa data i lavoratori stranieri iscritti presso l'INPS risultavano 233.784, dei quali 206.096 dipendenti (14,2% del totale dei lavoratori dipendenti), 16.682 lavoratori autonomi (3,7% del totale dei lavoratori autonomi) e 11.006 lavoratori parasubordinati (6,2% del totale dei lavoratori parasubordinati). I lavoratori stranieri registrati dall'INPS rappresentano l'11,2% dei lavoratori privati; considerando anche i circa 220.000 dipendenti pubblici (tra i quali gli immigrati non sono presenti per la mancanza del requisito della cittadinanza italiana), questa percentuale scende al 10,6% dei lavoratori complessivi in Emilia-Romagna.
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