Sabato 6 giugno 2026
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O.Romano difende la sedazione palliative. E sulla ricerca: scienziati devono collaborare con il 'creatore'

EUROPA - VATICANO
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L'"Osservatore romano" torna sul "triste caso di Piergiorgio Welby" in un articolo sulla sedazione palliativa nei malati terminali. Il quotidiano d'Oltretevere vuole infatti sottolineare "quanto sia fondamentale l'esattezza terminologica nel trattare argomenti cosi' complessi e ricchi di implicazioni etiche: si e' letto piu' volte che la sedazione farmacologica sarebbe stata utilizzata, nel caso in questione, come mezzo per ottenerne la morte. Le cose stanno diversamente; e ancora una volta 'assolvono' la sedazione farmacologica: Welby e' morto per l'insufficienza respiratoria provocata dalla sospensione della respirazione artificiale. Dal momento che tale manovra avrebbe inevitabilmente provocato l'atroce sofferenza di una morte accompagnata dalla sensazione di soffocamento, il paziente e' stato sedato profondamente prima del distacco del respiratore. Il sonno ha preceduto la morte, non l'ha causata". L'Osservatore, in un articolo a firma di Ferdinando Cancelli, si sostiene l'importanza della sedazione palliativa, e soprattutto si sottolinea che "la sedazione e' tutt'altra cosa rispetto all'eutanasia": "l'intenzione e' infatti quella di far fronte a sintomi refrattari e non di uccidere il malato, la procedura esclude la somministrazione di farmaci letali e il risultato e' quello di far dormire profondamente il paziente, non di ucciderlo". Per questo - secondo il foglio vaticano "ne' la morfina - largamente usata per il controllo del dolore, della dispnea, cioe' della sensazione di fame d'aria, e della tosse in fase avanzata di malattia - ne' i cocktail di piu' molecole dovrebbero trovare applicazione in tal campo".

MONS.FISICHELLA: I RICERCATORI COLLABORINO CON DIO -
Il presidente della Pontificia Accademia per la Vita, mons.Rino Fisichella, torna a condannare ogni sperimentazione sugli embrioni, e ammonisce i ricercatori a 'collaborare con il Creatore' facendosi promotori di una scienza non disgiunta dai principi etici. Negare il diritto alla 'dignita' della persona' sancita recentemente anche dall'ultima istruzione della Congregazione per la Dottrina della fede, la 'Dignitas personae', - scrive Fisichella in un articolo pubblicato oggi sull'Osservatore romano - 'equivarrebbe a riportare indietro le lancette della storia di alcuni secoli'. 'Nessuno, si spera vorra' cadere in una simile trappola col negare il principio basilare del vivere personale e sociale', un fatto che - precisa 'va al di la' degli schieramenti politici e ideologici cosi' da imporsi come una realta' profondamente naturale e per questo universale'. Scienza ed etica, secondo Fisichella, non dovrebbero comunque entrare in conflitto, e i ricercatori dovrebbero capire - sostiene il presidente della Pontificia accademia - che la 'Dignitas personae' 'non ha remore nel riconoscere ed esprimere un giudizio positivo sul progresso della scienza in vari ambiti della ricerca medica', ma 'non ha neppure timore nel dover constatare come la sperimentazione sull'embrione possa portare alla sua distruzione'. 'La vera scienza si coniuga con l'umilta', non con l'arroganza, essa si nutre di gratuita' non di facile guadagno'. E della 'consapevolezza che nella propria ricerca si sta toccando qualcosa che non e' neutrale o generico, ma e' vita umana'.    
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