Rsa Regina Elena di Carrara verso lo stato di agitazione
Il personale della Rsa "Regina Elena" di Carrara, unica struttura residenziale pubblica del Comune, è vicino alla proclamazione dello stato di agitazione. A denunciarlo è la Cisl Funzione pubblica, rappresentata dai delegati sindacali Gianni Marchi e Gianluca Castagnini, che parlano di una situazione ormai insostenibile per i lavoratori.
Come riporta La Nazione, la struttura che accoglie anziane, anziani e pazienti con patologie complesse sta registrando gravi criticità nella gestione del personale. Dopo un'assemblea tenutasi lo scorso settembre, i lavoratori iscritti alla Cisl Fp hanno messo per iscritto una piattaforma rivendicativa che riassume in tredici punti le principali criticità riscontrate all'interno della casa di riposo.
Secondo quanto denunciato dai due delegati sindacali, i nodi emersi al tavolo fotografano pesanti limiti organizzativi che si sommano a quelle che vengono definite costanti e inaccettabili violazioni dei diritti minimi garantiti dal contratto di lavoro. Il servizio, sostiene il sindacato, regge solo grazie al sacrificio quotidiano delle operatrici socio-sanitarie e di tutto il personale impiegato nella struttura, chiamato a fronteggiare una crescente complessità delle patologie degli ospiti senza un adeguato supporto organizzativo.
La richiesta formale degli iscritti è stata immediatamente recepita dal sindacato e dal segretario Enzo Mastorci, che ha chiesto con urgenza un incontro congiunto con la direzione aziendale della Rsa e con l'assessore alle Partecipate del Comune di Carrara, Carlo Orlandi. A oggi, però, nonostante le continue e pressanti sollecitazioni, da Palazzo civico e dai vertici della struttura è arrivato solo silenzio.
Di fronte a questo atteggiamento attendista, la Cisl Fp ha deciso di alzare il livello della protesta chiedendo l'intervento diretto e immediato della sindaca di Carrara, Serena Arrighi, ritenendo che la prima cittadina non possa più restare a guardare la gestione dell'unica Rsa pubblica della città. Il sindacato avverte che, in assenza di risposte concrete e di chiarimenti tempestivi, sarà costretto a organizzare forme di protesta più incisive, fino alla formale apertura dello stato di agitazione dell'intero personale della struttura.