Sabato 6 giugno 2026
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Ru486. In arrivo linee guida del Governo

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Ricovero obbligatorio o possibilita' di day hospital: a poche settimane dall'annunciato arrivo negli ospedali si riaccende la polemica sull'utilizzo della pillola Ru486 innescata dalla posizione della regione Piemonte. In assenza di linee guida specifiche l'intenzione, non ancora formalizzata, e' quella di lasciare liberta' a medico e paziente di valutare caso per caso.
Scelta contro la quale si e' levata subito la voce del governo: prima l'ex titolare della Salute, il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, e poi l'attuale ministro, Ferruccio Fazio, hanno annunciato l'arrivo di linee guida per fare chiarezza sulle modalita' di somministrazione della pillola. Una 'doppia voce' che, per il Pd, dimostra come 'Fazio sia un ministro sotto tutela'.
'Il governo - spiega Sacconi - ritiene che l'aborto farmaceutico debba svolgersi in condizioni di ricovero ospedaliero per essere coerente con la legge 194 e per la salute della donna'. Piu' cauto Fazio, che subito dopo conferma l'intenzione di emanare delle linee guida nazionali 'che risolvano la disomogeneita' a livello regionale', chiarendo pero' che la questione sara' vagliata del Consiglio Superiore di Sanita' senza orientamenti dal ministero se non quello di 'agire secondo scienza e coscienza'.
Da Torino, l'assessore regionale alla Sanita' Eleonora Artesio, precisa che 'non esiste nessuna sfida sulla Ru486' perche' al momento 'non esiste nessun limite dal livello centrale' se non 'le indicazioni sull'uso del farmaco prescritte dall'Aifa'. E l'agenzia del farmaco, sottolinea, 'prescrive che debba essere garantito il ricovero dal momento dell'assunzione del Mifegyne fino alla verifica dell'espulsione'. Condizione rispettata dalle linee guida piemontesi. Discorso diverso per 'le modalita' di adesione della persona' che vanno 'concordate con il medico'. Il Piemonte quindi 'garantira' il ricovero ordinario alle donne che lo riterranno opportuno' e 'tutta la sorveglianza sanitaria necessaria' per le donne che riterranno di ricorrere al day hospital.

'Anche dalle dichiarazioni di oggi del ministro del Lavoro sulla pillola Ru 486, e' evidente che Fazio e' sotto doppia tutela. Dopo aver verificato che sin dalla sua recente costituzione il ministero della Salute e' sotto sorveglianza da parte di Tremonti, constatiamo oggi che sulla linea politica decide Sacconi. La mancanza di risorse e l'ideologia soffocano la competenza e il contributo tecnico che ci auspicavamo venissero dal nuovo ministro della Salute'. Lo ha detto Donata Lenzi della presidenza del gruppo Pd alla Camera.

'L'annuncio odierno di Sacconi sull'imminente emanazione di linee guida statali per la RU 486 dimostra, ancora una volta, che per il governo Berlusconi il federalismo e' solo uno slogan elettorale'. Lo ha detto, in una nota, l'assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio Giulia Rodano.
'Se approvato - ha spiegato Rodano - un provvedimento del genere costituirebbe non solo un'impropria imposizione governativa sull'autonomia dei medici e sulla volonta' delle donne, ma anche una palese violazione delle competenze istituzionali fissate dal Titolo V della Costituzione, in cui la sanita' viene definita materia esclusiva delle Regioni'. 'Le dichiarazioni di Sacconi confermano inoltre che nel Governo permane un'ambiguita' di fondo verso l'applicazione della legge 194, la quale - ha aggiunto Rodano - prevede semplicemente l'obbligo dell'assistenza in strutture sanitarie pubbliche'.
'Ricordo al ministro Sacconi che molti interventi chirurgici oggi si svolgono in day hospital e tale opzione viene considerata appropriata e da promuovere. Non si ravvedono dunque - ha concluso l'assessore - i motivi per cui il ricorso alla pillola RU 486 debba fare eccezione. Sono davvero curiosa di sapere se nel laico ed ex socialista ministro Sacconi prevalgano le ragioni della laicita' o invece quelle di un'ideologia oscurantista e retrograda'.

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