Sabato 6 giugno 2026
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Ru486. Bagnasco (Cei) fa eco a Roccella: rischi per le donne sottovalutati

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Di fronte alle notizia che sarebbe imminente il via alla libera circolazione della pillola Ru486. Il presidenti dei vescovi italiani, card. Angelo Bagnasco, nella sua prolusione al Consiglio Permanente della Cei, vuole sollevare, 'appena sottovoce' un dubbio: 'Siete sicuri di aver fatto gli approfondimenti necessari?'.
'Ci sono casi documentati - ha denunciato - di danni enormi, vitali, che l'assunzione di questa pillola ha causato in alcune situazioni nell'arco degli ultimi sedici anni.
Esiste una letteratura scientifica al riguardo. Se ne e' tenuto conto in maniera trasparente e non ideologica? O ancora una volta la motivazione che cosi' si fa altrove, e' argomento sufficiente per introdurre la novita' anche da noi?
Non sara' anche questa una 'procedura' solo piu' agile, una semplificazione per le strutture sanitarie che cosi' risparmiano su varie voci?'.
 
 'Che il cardinale Angelo Bagnasco sappia poco di RU486 e' chiaro, ma che il ruolo della Cei debba ridursi a diramare le veline del sottosegretario Eugenia Roccella sottolinea l'isolamento della Chiesa sulla scienza'.
Lo dice il radicale Silvio Viale. 'Anche su Eluana Englaro la linea di Roccella e' stata bocciata proprio oggi dal Tar della Lombardia a conferma che le interpretazioni ideologiche ed antiscientifiche hanno le gambe corte, proprio come le bugie'.
'Per 10 anni, fino alla sperimentazione dell'Ospedale S.Anna di Torino - ha aggiunto Viale - si e' raccontato che la RU486 fosse incompatibile con la 194, non era vero e il decreto di archiviazione per i medici del S.Anna rende giustizia dei pretesti legali. La questione e' scientifica e riguarda un farmaco che e' utilizzato da oltre 20 anni e che presenta gli stessi rischi di un aborto spontaneo'. 'Sarebbe triste - ha concluso - se l' Aifa, l'agenzia del farmaco, dovesse abdicare alle pretese di un potere religioso, come avviene in quei paesi al mondo in cui l'aborto e' vietato. Dilazionare ancora la decisione definitiva rappresenterebbe una figuraccia per il nostro paese'.
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