Ru486, le donne del Pdl contro i Governatori leghisti: esuberanza maschile
Sull'aborto chimico donne contro l' esuberanza dei maschi, anche se governatori. In Italia la pillola RU486, che da mercoledi' 7 aprile sara' operativa al Policlinico di Bari, apre un altro capitolo di scontro. Dopo la bufera politica seguita alle dichiarazioni dei governatori della Lega, Roberto Cota (Piemonte) e Luca Zaia (Veneto), poi ammorbidite, anche se nella sostanza i principi restano gli stessi, a reclamare l'uguaglianza politica e' Maria Ida Germontani, componente delle Commissioni Finanze e Bilancio del Senato, eletta per il Pdl nella Circoscrizione Emilia-Romagna.'Per fortuna ci sono le donne che intervengono al momento giusto per correggere 'l'esuberanza post-elettorale dei maschi' anche quando sono governatori', afferma Germontani secondo la quale 'la pillola abortiva non deve servire a discriminare politicamente le donne, che hanno deciso di non rinunciare alla libera scelta, ovvero al loro libero arbitrio'.
Intanto ad Ancona la sezione locale della Lega Nord per il giorno di Pasqua ha organizzato un volantinaggio per la vita allo slogan: 'RU486 omicidio fai da te. La Lega dice no agli aborti clandestini'.
Per l'oncologo ed ex ministro della Salute, Umberto Veronesi, 'togliere a una donna la possibilita' di interrompere la gravidanza farmacologicamente e' solo una inutile punizione fisica'. Veronesi giudica poi 'incostituzionali' le dichiarazioni dei neogovernatori di Piemonte e Veneto e mette in guardia sul rischio di 'un mercato nero della pillola'.
Quindi il dibattito politico. 'Non si faccia falsa informazione sulla pelle delle donne, dando della pillola abortiva definizioni ingannevoli e pericolose', afferma Anna Maria Bernini, portavoce nazionale vicario del Pdl spiegando che 'la Ru486 non e' una pillola facile'. 'Nella Lega non ci sono divergenze sull'utilizzo della pillola abortiva', precisa Gianna Gancia, presidente della Provincia di Cuneo ed esponente del Carroccio. Parla di 'nuove 'mammane' pro aborto' il presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri, riferendosi alla proposta di una manifestazione di donne, mentre per il ministro per l'Attuazione del Programma, Gianfranco Rotondi, sulla RU486 la legge va rispettata ma la 194 va applicata fino in fondo.
L'Udc, dice Teresio Delfino, presidente del partito in Piemonte, e' pronta al dialogo sulla tutela della vita. Sul fronte dell' opposizione, 'Cota e Zaia costretti alla retromarcia', dice Fabio Evangelisti, vicepresidente vicario del gruppo di Idv alla Camera mentre Bruno Mellano, presidente dei Radicali Italiani, e Giulio Manfredi (associazione Adelaide Aglietta) affermano che il neo presidente Cota 'vuole prendere due piccioni con una fava: avere direttori generali delle aziende sanitarie fedeli alla linea e rendere cosi' difficile alle donne l'accesso all'aborto farmacologico'.
E da Torino, il pioniere della pillola abortiva in Italia, il ginecologo radicale Silvio Viale, dice che 'per motivi oscuri la direzione ospedaliera del Sant'Anna blocca il mio ordine' fatto lo scorso mercoledi'. (Ansa)
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