Ru486, dopo anni di polemiche utilizzata per la prima volta dopo l'immissione in commercio
Ha firmato ed ha lasciato il Policlinico di Bari sotto la sua responsabilita', la prima donna che in Italia si e' sottoposta al trattamento abortivo con la pillola Ru486.'Dopo la somministrazione dell'Ru486 e' libera di farlo, mette una firma e va via. Noi non la possiamo trattenere', ha spiegato Nicola Blasi, della prima clinica ostetrica del Policlinico. La donna, ha aggiunto, 'deve pero' ritornare dopo 48 ore per la somministrazione del medicinale per completare il ciclo terapeutico. Altrimenti rimane incompleto l'iter dell'aborto medico'. Secondo le indicazioni del Consiglio Superiore di Sanita', la donna avrebbe dovuto essere ricoverata per i prossimi tre giorni. Tuttavia la possibilita' che firmasse e lasciasse l'ospedale era prevista, cosi' come lo e' in ogni ricovero.
La donna, 25 anni, ha utilizzato la pillola Ru486 in regime ordinario, dopo la registrazione del farmaco, e non con la procedura di sperimentazione come era avvenuto fino ad ora.
Il trattamento era stato avviato con ricovero ordinario nella prima clinica di ostetricia del policlinico di Bari, dove l'Ru486 e' stata utilizzata negli ultimi tre anni importandola dalla Francia.
La giovane e' protetta da un cordone di medici e sanitari per salvaguardare la sua privacy. Infastidita da tanto clamore dice a chi gli e' vicino di non comprendere tutto questo interesse.
E' incomprensibile per lei, come per il medico che la segue, tutto questo parlare di un farmaco che in Italia conta gia' oltre tre mila casi di utilizzo pre-registrazione durante le fasi della sperimentazione.
Contro l'utilizzo del farmaco una decina di persone ha protestato davanti alla prima clinica ostetrica del policlinico.
Si e' trattato di appartenenti alla Comunità papa Giovanni XXIII di Bari. I manifestanti, che esibivano il cartello 'Ru486 il veleno che uccide i bambini', hanno gridato parole contro l'aborto, sostando davanti all'edificio. Dopo pochi minuti si sono allontanati.
E mentre il farmaco arriva in molti altri centri italiani il ministero della Salute ha avviato i lavori di una commissione che dovra' elaborare le linee guida per l'utilizzo del farmaco e il monitoraggio di quanto succede negli ospedali nelle varie regioni.
'Ho già avvisato le regioni che se non seguono certi percorsi e non rispettano la legge, commettono reato', ha detto il ministro della salute, Ferruccio Fazio, a margine dell'insediamento della commissione ministeriale. 'Abbiamo già notificato il parere del Consiglio Superiore di Sanità alle regioni, perche' ci facciano avere la loro valutazione che stiamo ancora aspettando, visto che al momento lo ha fatto solo una regione". Il ministro ha spiegato che, nel parere, è univoco il fatto che il ricovero ospedaliero per l'aborto farmacologico è necessario "dal momento in cui si assume la prima pillola e finisce con l'espulsione del prodotto del concepimento. La commissione che si è insediata oggi (ieri, ndr) non potrà che ribadire questo punto, cosí come la necessità che gli operatori sanitari diano l'informazioni corrette alle donne che vogliono sottoporsi all'aborto".
In Sardegna la pillola abortiva Ru486 sarà somministrata in regime di ricovero ordinario, con un minimo di tre giorni di degenza nelle strutture ospedaliere, ha intanto annunciato l'assessore regionale della Sanità, Antonello Liori. Cosi' anche in Lombardia che ha messo a punto protocolli ad hoc condivisa dai ginecologi. Anche i ginecologi liguri si sono pronunciati per il ricovero ordinario. In Toscana sono dieci le richieste di RU486 fatte dall' ospedale di Pontedera dove lavora il dottor Massimo Srebot che la usa dal 2005 comperandola direttamente in Francia. E sulla possibilita' per le singole Regioni di disciplinare la somministrazione della pillola abortiva RU486, la neo-presidente dell'Umbria, Catiuscia Marini (Pd), dice a chiare lettere che 'le regioni non possono certo impedirne l'uso' e che 'al centro di tutto resta la salute di ogni singola donna'.
FAZIO, SCELTA PAZIENTE BARI NON VA MESSA IN DISCUSSIONE - La scelta della paziente che ieri a Bari ha firmato per le dimissioni dopo la somministrazione della pillola abortiva, "non puo' essere messa in discussione, cosi' come la liberta' della donna". Lo ha dichiarato il ministro alla Salute, Ferruccio Fazio, a margine di una visita all'ospedale Israelitico di Roma. "Non e' certo questo il punto - ha proseguito il ministro - piuttosto la mia considerazione personale e' che tutte queste cose non fanno certo bene a chi si trova in situazioni simili, come questa signora".
Fazio ha poi ricordato che "la commissione predisposta dal ministero si basera' sul parere che deriva dai pareri dei precedenti governi, in sintonia con il Consiglio superiore di sanita'. Questo e' il punto di partenza da cui scaturiranno le linee guida e l'operazione di monitoraggio. Credo sia importante a questo punto, cercando di smitizzare tutta la faccenda, una esigenza sentita da tutte le parti, comprese regioni e parti politiche, quella di dare una regolamentazione: quindi - ha sottolineato - quello che il governo fara' sara' di presentare delle linee guida che poi verranno discusse in Conferenza Stato-Regioni".
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