Ru486: in Emilia Romangna usata al 5%
Le interruzioni volontarie di gravidanza con RU486, in Emilia Romagna rappresentano circa il 5% delle Ivg totali. Lo rende noto la Regione Emilia Romagna che, per voce dell'assessore alle Politiche per la Salute Giovanni Bissoni, assicura che la "somministrazione" avviene "nel rigoroso rispetto della legge 194 e secondo un preciso protocollo clinico. La donna non viene abbandonata". "Non c'e' nessuna violazione della legge, nessun abbandono della donna"ha sottolineato l'assessore, ricordando che "proprio stamani abbiamo incontrato i clinici che praticano l'interruzione volontaria di gravidanza con il metodo farmacologico; abbiamo condiviso insieme, dopo una prima lettura delle procedure che l'Aifa ha introdotto, di approfondire il tema del percorso di presa in carico, del dosaggio farmacologico e del periodo di osservazione".
"Tutti i clinici concordano che il terzo giorno, dopo la somministrazione alla donna del secondo farmaco, sia bene rispettare un periodo di osservazione (indicato peraltro dall'Emea, l'Agenzia europea per i medicinali) di almeno tre ore. Dopodiche' il medico e la donna valuteranno se per lei e' possibile tornare a casa".
La legge 194, per l'Ivg entro i primi 90 giorni, all'articolo 8 non prevede l'obbligatorieta' del ricovero, che pure, e giustamente, fa notare la Regione, viene previsto in Emilia Romagna come in tutto il Paese e, all'articolo 15, invita a ricercare le tecniche piu' moderne e piu' rispettose dell'integrita' fisica e psichica della donna. Le procedure previste in Emilia Romagna si inseriscono pienamente, conclude la Regione, nelle indicazioni contenute nella 194, rispettando dunque il diritto della donna di scegliere e del medico di agire secondo scienza e coscienza nel rispetto della salute della paziente.
"Tutti i clinici concordano che il terzo giorno, dopo la somministrazione alla donna del secondo farmaco, sia bene rispettare un periodo di osservazione (indicato peraltro dall'Emea, l'Agenzia europea per i medicinali) di almeno tre ore. Dopodiche' il medico e la donna valuteranno se per lei e' possibile tornare a casa".
La legge 194, per l'Ivg entro i primi 90 giorni, all'articolo 8 non prevede l'obbligatorieta' del ricovero, che pure, e giustamente, fa notare la Regione, viene previsto in Emilia Romagna come in tutto il Paese e, all'articolo 15, invita a ricercare le tecniche piu' moderne e piu' rispettose dell'integrita' fisica e psichica della donna. Le procedure previste in Emilia Romagna si inseriscono pienamente, conclude la Regione, nelle indicazioni contenute nella 194, rispettando dunque il diritto della donna di scegliere e del medico di agire secondo scienza e coscienza nel rispetto della salute della paziente.
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