Ru486, i medici: rispetteremo legge 194 alla lettera. Chiesa valdese contro quella cattolica
Utilizzo della RU486 nel 'rigoroso rispetto delle legge 194'. E' quanto stabilisce un documento sull''etica e deontologia di inizio vita', approvato dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei medici, in merito alla diffusione anche in Italia della pillola abortiva.
Il documento e' datato 25 ottobre del 2008 e rappresenta l'ultima posizione ufficiale dell'Ordine relativa all'utilizzo del farmaco per l'interruzione volontaria di gravidanza. Il Consiglio nazionale in riferimento all'attuazione della legge sull'aborto del 1978 spiega che 'qualora le autorita' sanitarie dovessero disporre l'introduzione della RU486 si stabilisca che questo avvenga nel piu' rigoroso rispetto dei criteri e delle procedure previste dalla 194'.
Nello stesso documento l'Ordine dei medici auspica che su 'questioni cosi' delicate', che si riferiscono 'a quanto di piu' intimo e personale' coinvolga la donna e la coppia ci sia 'rispetto e un confronto sociale e politico meno strumentale, meno ideologico'.
CHIESA VALDESE, INFONDATE PREOCCUPAZIONI CHIESA CATTOLICA SU RU486 - 'Ritengo gran parte delle preoccupazioni espresse dalle gerarchie cattoliche largamente infondate'. Di fronte al dibattito sulla pillola abortiva RU 486, Luca Savarino, coordinatore della 'Commissione della Tavola valdese per i problemi etici posti dalla scienza' (Commissione bioetica). Parlando a titolo personale con l'agenzia evangelica Nev, il valdese Savarino non condivide la tesi del Presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, secondo cui la decisione dell'Agenzia italiana del farmaco di ammettere anche in Italia l'utilizzo della pillola abortiva andrebbe nella direzione di identificare l'aborto con un metodo anticoncezionale.
'Non va dimenticato - sottolinea Savarino - che la quasi totalita' delle scelte abortive coincide piuttosto con esperienze di forte travaglio etico e morale da parte dei soggetti coinvolti nella scelta, in primo luogo da parte della donna. Il rispetto della vita umana, sin dal momento del concepimento va contemperato con altri valori in gioco, che richiamano primariamente la responsabilita' della madre, che va guardata come un soggetto etico pienamente capace di autodeterminarsi. Ancora una volta, purtroppo, nelle dichiarazioni di influenti esponenti della chiesa cattolica romana e' evidente la tendenza a considerare con timore la liberta' e la responsabilita' individuali, identificandole con l'arbitrio'.
ERRANI: LINEE GUIDA SPETTANO A CONFERENZA STATO-REGIONI - 'L'Aifa ha deliberato di autorizzare l'ingresso della Ru486 anche nel nostro Paese, dopo lunga istruttoria e seguendo quanto gia' da molto tempo avvenuto nel resto d'Europa e in tanta parte del mondo. Tale decisione non puo' essere oggetto di confusione o di interventi impropri'. Lo afferma il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani, che precisa: 'Altra cosa e' garantirne doverosamente l'uso, come e' giusto, nel rispetto della legge 194 e in ambito ospedaliero.
'Fatti salvi questi principi -continua Errani- saranno la scienza, l'esperienza, le competenze professionali, le scelte personali delle donne e non la politica a stabilire le modalita' di ricovero, somministrazione e assistenza a tutela della massima sicurezza. 'Se comunque si vogliono condividere apposite linee guida -conclude- in un sistema che vede le Regioni responsabili dell'organizzazione sanitaria, non puo' che essere la Conferenza Stato-Regioni la sede del possibile confronto'.
Il documento e' datato 25 ottobre del 2008 e rappresenta l'ultima posizione ufficiale dell'Ordine relativa all'utilizzo del farmaco per l'interruzione volontaria di gravidanza. Il Consiglio nazionale in riferimento all'attuazione della legge sull'aborto del 1978 spiega che 'qualora le autorita' sanitarie dovessero disporre l'introduzione della RU486 si stabilisca che questo avvenga nel piu' rigoroso rispetto dei criteri e delle procedure previste dalla 194'.
Nello stesso documento l'Ordine dei medici auspica che su 'questioni cosi' delicate', che si riferiscono 'a quanto di piu' intimo e personale' coinvolga la donna e la coppia ci sia 'rispetto e un confronto sociale e politico meno strumentale, meno ideologico'.
CHIESA VALDESE, INFONDATE PREOCCUPAZIONI CHIESA CATTOLICA SU RU486 - 'Ritengo gran parte delle preoccupazioni espresse dalle gerarchie cattoliche largamente infondate'. Di fronte al dibattito sulla pillola abortiva RU 486, Luca Savarino, coordinatore della 'Commissione della Tavola valdese per i problemi etici posti dalla scienza' (Commissione bioetica). Parlando a titolo personale con l'agenzia evangelica Nev, il valdese Savarino non condivide la tesi del Presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, secondo cui la decisione dell'Agenzia italiana del farmaco di ammettere anche in Italia l'utilizzo della pillola abortiva andrebbe nella direzione di identificare l'aborto con un metodo anticoncezionale.
'Non va dimenticato - sottolinea Savarino - che la quasi totalita' delle scelte abortive coincide piuttosto con esperienze di forte travaglio etico e morale da parte dei soggetti coinvolti nella scelta, in primo luogo da parte della donna. Il rispetto della vita umana, sin dal momento del concepimento va contemperato con altri valori in gioco, che richiamano primariamente la responsabilita' della madre, che va guardata come un soggetto etico pienamente capace di autodeterminarsi. Ancora una volta, purtroppo, nelle dichiarazioni di influenti esponenti della chiesa cattolica romana e' evidente la tendenza a considerare con timore la liberta' e la responsabilita' individuali, identificandole con l'arbitrio'.
ERRANI: LINEE GUIDA SPETTANO A CONFERENZA STATO-REGIONI - 'L'Aifa ha deliberato di autorizzare l'ingresso della Ru486 anche nel nostro Paese, dopo lunga istruttoria e seguendo quanto gia' da molto tempo avvenuto nel resto d'Europa e in tanta parte del mondo. Tale decisione non puo' essere oggetto di confusione o di interventi impropri'. Lo afferma il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani, che precisa: 'Altra cosa e' garantirne doverosamente l'uso, come e' giusto, nel rispetto della legge 194 e in ambito ospedaliero.
'Fatti salvi questi principi -continua Errani- saranno la scienza, l'esperienza, le competenze professionali, le scelte personali delle donne e non la politica a stabilire le modalita' di ricovero, somministrazione e assistenza a tutela della massima sicurezza. 'Se comunque si vogliono condividere apposite linee guida -conclude- in un sistema che vede le Regioni responsabili dell'organizzazione sanitaria, non puo' che essere la Conferenza Stato-Regioni la sede del possibile confronto'.
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