Ru486, Pecorelli (Aifa) al Parlamento: rispettata la legge 194
"Riteniamo di avere agito all'interno delle disposizioni della legge 194 sull'aborto". Lo ha sottolineato Sergio Pecorelli, presidente dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), oggi a Roma nel corso di un'audizione alla Commissione Sanita' del Senato, organizzata per proseguire l'indagine conoscitiva della stessa Commissione sulla pillola abortiva Ru486.
"Vorrei anche precisare - ha detto Pecorelli - che questa legge risale al 1978, e' una legge molto buona ed e' stata considerata in tutto il mondo la migliore sull'interruzione di gravidanza, perche' e' quella che tutela meglio la salute della donna. Tanto e' vero che abbiamo il numero minore di eventi avversi a seguito di aborto. Detto questo e' ovvio che la legge, quando e' stata emanata, e' stata fatta pensando all'intervento chirurgico. Ed e' chiaro che una legge deve essere onnicomprensiva e non puo' scendere in dettagli tecnici. Ora abbiamo davanti un farmaco, ma lo spirito fondamentale della legge rimane quello: bisogna garantire il controllo medico dell'aborto. Si tratta di una garanzia e' fondamentale: se andiamo a vedere gli eventi avversi, morti comprese, che sono avvenute dopo l'assunzione della pillola abortiva, ci rendiamo conto che nessuna delle pazienti era all'interno dell'ospedale", ha precisato.
"Vorrei che fosse chiaro - ha continuato il presidente dell'Aifa ai senatori - che l'aborto farmacologico e' semplicemente una metodologia in piu' che si offre alle donne. Questo metodo e' stato esaminato e paragonato in letteratura con gli altri disponibili. Non c'e' bisogno di altri studi. In termini di paragone esistono chiaramente delle differenze sostanziali con l'intervento chirurgico: dal momento in cui si assume il medicinale, infatti, non si puo' tornare indietro. Ecco perche' e' importante che la donna venga informata su tutti gli aspetti del prodotto e sui suoi effetti".
Secondo Pecorelli, "esistono casi in cui l'aborto farmacologico e' preferibile a quello chirurgico: ad esempio in presenza di patologie o malformazioni uterine o in caso di controindicazioni verso l'anestesia. Abbiamo davanti un prodotto molto interessante - ha concluso - anche per gli altri usi che si stanno sperimentando, come quello della cura dello stress post-traumatico".
'Ho chiesto al presidente della commissione Sanita' del Senato sulla pillola RU486 di essere audito per argomentare la mia posizione in merito'. Lo ha detto a margine della Conferenza delle Regioni, Romano Colozzi, membro del Cda dell'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco.
Colozzi - che in conferenza delle Regioni coordina la commissione Bilancio ed e' assessore al Bilancio della Lombardia - e' stato l'unico dei cinque membri del consiglio dell'Aifa a votare contro la pillola abortiva. 'Prendo atto - ha dichiarato oggi rivolgendosi al presidente dell'Aifa, Sergio Pecorelli - che il presidente ha riconosciuto correttamente come in consiglio io abbia voluto dare un contributo assumendo una decisione piu' favorevole per le donne. Ma non posso accettare he il mio venga interpretato come un comportamento ideologico e quindi pregiudiziale'. Proprio per chiarire questi aspetti, Colozzi chiede un'audizione in commissione.
"Vorrei anche precisare - ha detto Pecorelli - che questa legge risale al 1978, e' una legge molto buona ed e' stata considerata in tutto il mondo la migliore sull'interruzione di gravidanza, perche' e' quella che tutela meglio la salute della donna. Tanto e' vero che abbiamo il numero minore di eventi avversi a seguito di aborto. Detto questo e' ovvio che la legge, quando e' stata emanata, e' stata fatta pensando all'intervento chirurgico. Ed e' chiaro che una legge deve essere onnicomprensiva e non puo' scendere in dettagli tecnici. Ora abbiamo davanti un farmaco, ma lo spirito fondamentale della legge rimane quello: bisogna garantire il controllo medico dell'aborto. Si tratta di una garanzia e' fondamentale: se andiamo a vedere gli eventi avversi, morti comprese, che sono avvenute dopo l'assunzione della pillola abortiva, ci rendiamo conto che nessuna delle pazienti era all'interno dell'ospedale", ha precisato.
"Vorrei che fosse chiaro - ha continuato il presidente dell'Aifa ai senatori - che l'aborto farmacologico e' semplicemente una metodologia in piu' che si offre alle donne. Questo metodo e' stato esaminato e paragonato in letteratura con gli altri disponibili. Non c'e' bisogno di altri studi. In termini di paragone esistono chiaramente delle differenze sostanziali con l'intervento chirurgico: dal momento in cui si assume il medicinale, infatti, non si puo' tornare indietro. Ecco perche' e' importante che la donna venga informata su tutti gli aspetti del prodotto e sui suoi effetti".
Secondo Pecorelli, "esistono casi in cui l'aborto farmacologico e' preferibile a quello chirurgico: ad esempio in presenza di patologie o malformazioni uterine o in caso di controindicazioni verso l'anestesia. Abbiamo davanti un prodotto molto interessante - ha concluso - anche per gli altri usi che si stanno sperimentando, come quello della cura dello stress post-traumatico".
'Ho chiesto al presidente della commissione Sanita' del Senato sulla pillola RU486 di essere audito per argomentare la mia posizione in merito'. Lo ha detto a margine della Conferenza delle Regioni, Romano Colozzi, membro del Cda dell'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco.
Colozzi - che in conferenza delle Regioni coordina la commissione Bilancio ed e' assessore al Bilancio della Lombardia - e' stato l'unico dei cinque membri del consiglio dell'Aifa a votare contro la pillola abortiva. 'Prendo atto - ha dichiarato oggi rivolgendosi al presidente dell'Aifa, Sergio Pecorelli - che il presidente ha riconosciuto correttamente come in consiglio io abbia voluto dare un contributo assumendo una decisione piu' favorevole per le donne. Ma non posso accettare he il mio venga interpretato come un comportamento ideologico e quindi pregiudiziale'. Proprio per chiarire questi aspetti, Colozzi chiede un'audizione in commissione.
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