Sabato 6 giugno 2026
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Ru486, proseguono audizioni nell'ambito dell'indagine al Senato

U.E. - ITALIA
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La pillola abortiva RU486 rappresenta 'un passo in avanti per il sistema sanitario italiano' e rientra a pieno titolo 'all'interno della legge 194, che non fa riferimento specifico all'aborto chirurgico'. Lo ha affermato Silvio Viale, responsabile del day hospital e del servizio unificato di interruzione volontaria della gravidanza delll'ospedale S.Anna di Torino, che ieri pomeriggio e' stato ascoltato dalla commissione Sanita' del Senato in merito all'Indagine sulla pillola abortiva promossa dalla stessa commissione. A tale proposito Viale ha sostenuto che la legge sull'aborto 'non prevede nessun obbligo di ricovero', e che l'utilizzo della Ru486 fino ad oggi, 'circa 4 mila casi in sei differenti regioni, non ha mai avuto implicazioni negative particolari'. Al contrario di quanto da molti sostenuto, ha poi aggiunto il ginecologo, 'l'aborto non chirurgico comporta una maggior tutela a favore della salute della donna, che e' piu' seguita e ha piu' contatti con il personale medico'. Viale si e' infine augurato che anche l'attuale Consiglio superiore di Sanita' 'esprima il suo parere, come aveva fatto in maniera suicida il precedente Consiglio, sul ricovero obbligatorio, dopo che e' stata utilizzata in Italia da 4 mila donne e da altre centinaia che si sono recate all'estero'.

PRESIDENTE GINECOLOGI ITALIANI: SONO OBIETTORE -  'Sono un obiettore di coscienza' che ha 'un ruolo istituzionale'. Cosi' Giorgio Vittori, presidente della Societa' italiana di ginecologia e ostetrica (Sigo), ha risposto alla domanda della senatrice radicale del partito Democratico, Donatella Poretti, nel corso dell'audizione in commissione Sanita' del Senato. 'Assumendo un ruolo istituzionale - ha poi spiegato Vittori - il mio compito e' quello di avere un punto di visione a 360 gradi, di sentire il parere di tutti, farmi una mia idea scientifica e di riportarla senza giudizi'.

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