Ru486, proseguono i 'lavori' della commissione di 'indagine' parlamentare
Non cambiano gli obiettivi dell'indagine conoscitiva sull'utilizzo della RU486 avviata in commissione Sanita' del Senato. Dopo il via libera dell'Aifa (l'Agenzia italiana del farmaco) alla commercializzazione ospedaliera della pillola abortiva - la pubblicazione della delibera in Gazzetta avverra' entro il 19 novembre - i capitoli d'indagine restano gli stessi proposti dal relatore e mirano a conoscere "la procedura di aborto farmacologico mediante mifepristone e prostaglandine, percorso genericamente indicato come 'pillola abortiva RU 486'" e una "valutazione della coerenza delle procedure proposte con la legislazione vigente; organizzazione dei percorsi clinici, valutazione dei dati epidemiologici anche in relazione agli studi internazionali sul rapporto rischio/benefici". Bocciate oggi in commissione due proposte del Partito democratico: una avanzata dal senatore Lionello Cosentino (firmata anche da Idv e Radicali) e una dal collega di partito Daniele Bosone. La prima, presentata come emendamento alla proposta del relatore ma considerata alternativa alla prima dal presidente della commissione Tomassini, prevedeva - dopo il via libera deciso dall'Aifa prima della fine dell'indagine - che la nuova terminologia dei capitoli fosse questa: "La commissione Igiene e sanita' intende con questa indagine accertare quali siano le procedure e le pratiche utilizzate nella sperimentazione della RU486 che appaiano le migliori per la salute delle donne e le piu' coerenti con la legge 194". La proposta di Bosone, respinta su richiesta del senatore del Pdl, Raffaele Calabro', proponeva invece di convocare la conferenza Stato Regioni per chiedere agli enti locali "se intendono fare propria la risultanza della delibera dell'Aifa" e qual e' "il loro modello di adeguamento organizzativo in proposito".
L'ipotesi e' stata criticata anche dalla senatrice radicale, Donatella Poretti: "Mi sembra di essere Alice nel paese delle meraviglie. Stiamo discutendo se chiedere o meno alle Regioni se e come vogliono adeguarsi a una delibera di cui non conosciamo ancora il contenuto". Oggi e' atteso per un'audizione in commissione il direttore generale dell'Aifa, Guido Rasi.
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