Lunedì 8 giugno 2026
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Russia. Un business di 10 miliardi di dollari

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Ammonta a una cifra vicina ai 10 miliardi di dollari il fatturato annuo del traffico di droga in Russia. Lo ha detto oggi il nuovo zar antidroga del Cremlino, Viktor Cerkesov, il quale -intervenendo in occasione della Giornata mondiale dell'Onu per la lotta agli stupefacenti- si e' detto inoltre contrario a ogni ipotesi di legalizzazione delle cosiddette sostanze leggere come hascisc o marijuana.
Cerkesov -un ex alto ufficiale dei servizi di sicurezza nominato nei mesi scorsi dal presidente Vladimir Putin a capo del neonato Comitato statale russo per la lotta alle sostanze stupefacenti- ha sottolineato che nel Paese sono ufficialente registrati 1,5 milioni di consumatori di droga. Ha tuttavia aggiunto che, secondo i calcoli di alcuni esperti, si ipotizza che siano almeno 3,5-4 milioni i russi che hanno assunto stupefacenti e che "piu' della meta' possono essere considerati consumatori abituali, vale a dire tossicodipendenti". Cerkesov ha rilevato che il fenomeno -sviluppatosi in Russia su ampia scala dalla seconda meta' degli anni '90 con la crescente apertura del Paese al mondo- rappresenta un problema di 'sicurezza nazionale' e anche demografico. L' alto funzionario ha poi osservato che il 10% di tutti i reati commessi nel Paese e' collegati con il traffico di droga: una realta' il cui giro d'affari e' stimato attorno ai '10 miliardi di dollari all'anno', alimentato in particolare dal flusso di oppio ed eroina proveniente dall'Afghanistan attraverso le repubbliche ex sovietiche dell'Asia centrale. Droga che in parte e' destinata al consumo interno e in parte transita dalla Russia per raggiungere i mercati occidentali. Al traffico di stupefacenti, peraltro, non sarebbero estranei esponenti della Polizia. In questa attivita' illegale sono coinvolte centinaia di migliaia di persone, ma a tirare le fila sono i gruppi della criminalita' organizzata interna e internazionale (in primo linea i clan caucasici e asiatici), mentre comincia a svilupparsi anche una produzione nazionale di droga nel campo delle sostanze chimiche sintetiche. Su questo sfondo, Cerkesov ha citato come un fatto positivo la costituzione del suo comitato -incaricato di coordinare gli sforzi investigativi di circa 40.000 uomini- e ha segnalato un aumento dei sequestri in Russia negli ultimi tempi.
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