Russia. Forze speciali contro immigrati clandestini
Nel 2007 la Russia mettera' in campo un nuovo, piccolo esercito, per combattere le sempre piu' numerose truppe di lavoratori stranieri clandestini. Un mondo sommerso che oscilla tra i dieci e i quindici milioni di persone, quasi un decimo della popolazione.
L'annuncio, come riportano oggi vari quotidiani, e' stato dato dal vice capo del servizio federale per l'immigrazione, Viaceslas Postavkin. 'Il prossimo anno - ha spiegato al quotidiano Kommersant - avremo le nostre 'spetsnaz' (truppe speciali, ndr), da dieci a venti mila uomini, che si occuperanno esclusivamente di combattere il fenomeno della manodopera clandestina, con controlli a tappeto nei settori commerciale ed edilizio. Abbiamo gia' pensato anche alle divise'. Postavkin ha inoltre precisato che la nuova struttura sara' istituita con decreto del presidente russo Vladimir Putin e che sara' indipendente dal ministero degli interni, a cui ora e' subordinato. Attualmente i controlli sui clandestini sono affidati alla polizia comune, quella che staziona spesso davanti o dentro le stazioni della metropolitana, ma, sottolinea Postavkin, 'non e' il suo compito principale e quindi i risultati non sono lusinghieri'.
Insieme alla nuove truppe speciali e' previsto un aumento delle multe per i datori di lavoro che impiegano manodopera straniera irregolare: fino a 700 mila rubli per ogni clandestino.
Nella lotta all'immigrazione straniera verra' usato non solo il bastone, ma anche la carota, ossia la legalizzazione delle agenzie di intermediazione nel campo del lavoro. 'Attualmente - spiega il vice capo del servizio federale per l'immigrazione - ce ne sono circa mille, che pero' nascono e muoiono in breve tempo e operano in un'ottica stagionale. Meglio legalizzarle e rendere piu' trasparente il mercato del lavoro'.
Negative, per ora, le prime reazioni politiche raccolte dalla stampa russa. 'Non mi e' chiaro perche' si debbano moltiplicare le truppe speciali, meglio far funzionare le strutture gia' esistenti', ha osservato Ghennadij Gudkov, ex dei servizi segreti e ora presidente della commissione sicurezza della Duma, la camera bassa del Parlamento russo. 'La nascita di questa nuova struttura portera' solo ad un aumento degli organi di controllo, ne abbiamo fin troppi e comunque bastano i due milioni di poliziotti del ministero dell'interno', sostiene il deputato della Duma Vladimir Rizmkov. 'Avremo solo un aumento del numero dei generali', commenta Kirill Kabanov, presidente della commissione nazionale anticorruzione.
Intanto si cerca di identificare la consistenza del 'nemico' da stanare: 'non sappiamo esattamente quanti siano i lavoratori illegali, ma valutiamo che il loro numero vada da dieci a quindici milioni', ha riferito il capo del servizio federale per l'immigrazione, Konstantin Romadanovskij.
L'annuncio, come riportano oggi vari quotidiani, e' stato dato dal vice capo del servizio federale per l'immigrazione, Viaceslas Postavkin. 'Il prossimo anno - ha spiegato al quotidiano Kommersant - avremo le nostre 'spetsnaz' (truppe speciali, ndr), da dieci a venti mila uomini, che si occuperanno esclusivamente di combattere il fenomeno della manodopera clandestina, con controlli a tappeto nei settori commerciale ed edilizio. Abbiamo gia' pensato anche alle divise'. Postavkin ha inoltre precisato che la nuova struttura sara' istituita con decreto del presidente russo Vladimir Putin e che sara' indipendente dal ministero degli interni, a cui ora e' subordinato. Attualmente i controlli sui clandestini sono affidati alla polizia comune, quella che staziona spesso davanti o dentro le stazioni della metropolitana, ma, sottolinea Postavkin, 'non e' il suo compito principale e quindi i risultati non sono lusinghieri'.
Insieme alla nuove truppe speciali e' previsto un aumento delle multe per i datori di lavoro che impiegano manodopera straniera irregolare: fino a 700 mila rubli per ogni clandestino.
Nella lotta all'immigrazione straniera verra' usato non solo il bastone, ma anche la carota, ossia la legalizzazione delle agenzie di intermediazione nel campo del lavoro. 'Attualmente - spiega il vice capo del servizio federale per l'immigrazione - ce ne sono circa mille, che pero' nascono e muoiono in breve tempo e operano in un'ottica stagionale. Meglio legalizzarle e rendere piu' trasparente il mercato del lavoro'.
Negative, per ora, le prime reazioni politiche raccolte dalla stampa russa. 'Non mi e' chiaro perche' si debbano moltiplicare le truppe speciali, meglio far funzionare le strutture gia' esistenti', ha osservato Ghennadij Gudkov, ex dei servizi segreti e ora presidente della commissione sicurezza della Duma, la camera bassa del Parlamento russo. 'La nascita di questa nuova struttura portera' solo ad un aumento degli organi di controllo, ne abbiamo fin troppi e comunque bastano i due milioni di poliziotti del ministero dell'interno', sostiene il deputato della Duma Vladimir Rizmkov. 'Avremo solo un aumento del numero dei generali', commenta Kirill Kabanov, presidente della commissione nazionale anticorruzione.
Intanto si cerca di identificare la consistenza del 'nemico' da stanare: 'non sappiamo esattamente quanti siano i lavoratori illegali, ma valutiamo che il loro numero vada da dieci a quindici milioni', ha riferito il capo del servizio federale per l'immigrazione, Konstantin Romadanovskij.
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