Russia. Mani pulite nella Polizia Antidroga
Cinque funzionari di polizia del servizio centrale antidroga russo sono stati arrestati con l'accusa di aver estorto denaro a comuni cittadini, dietro la minaccia dell'apertura di indagini a loro carico. L'arresto e' avvenuto a Mosca nei giorni scorsi, ma e' stato reso noto oggi da un portavoce dello stesso servizio antidroga, citato dall'agenzia Itar-Tass.L'operazione che ha permesso di inchiodare i funzionari corrotti e' durata tre mesi ed e' stata condotta dagli organi di controllo interni del servizio. A denunciare l'operato dei cinque era stato per primo un cittadino di Mosca, che nell'estate scorsa aveva sporto querela sostenendo di essersi visto chiedere 10.000 dollari per evitare l'apertura di un procedimento penale sulla base dell'accusa (verosimilmente costruita) di detenzione di sostanze stupefacenti.
L'arresto dei cinque fa seguito a tutta una serie di operazioni analoghe compiute negli ultimi mesi con l'obiettivo dichiarato di stroncare la corruzione e gli abusi nei ranghi della polizia e di altri organismi di sicurezza, un malcostume tradizionalmente diffuso nel paese fin dall'epoca sovietica.
Questa campagna, ribattezzata da alcuni giornali moscoviti 'operazione mani pulite', e' sostenuta in particolare dal ministro dell'interno, Boris Gryzlov, fedelissimo del presidente Vladimir Putin, e secondo alcuni analisti potrebbe garantire un ritorno di popolarita' al partito centrista 'Russia Unita' (di cui Grzylov e' il leader) alla vigilia delle elezioni legislative per il rinnovo della Duma, in programma il 7 dicembre prossimo.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti