Giovedì 4 giugno 2026
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Russia. Niente piu' prigione per il consumatore di stupefacenti

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Niente piu' prigione, anche nella Russia di Putin, per i consumatori di cannabis, cocaina o Lsd, grazie ad una nuova legislazione che eleva notevolmente la quantita' di droga che il cittadino puo' avere in suo possesso senza essere considerato uno spacciatore: da appena 0,1 grammi di marijuana ad esempio a 20 grammi, e da 0,1 gr a 5 grammi per l'hashish, l'equivalente cioe' di dieci dosi, secondo gli esperti russi. Fino a questa quantita', se fermato dalla polizia il consumatore non rischiera' piu' la prigione ma solo un'ammenda di 40.000 rubli (poco piu' di 1.150 ¤) o, nel caso non possa pagarla, un periodo di servizio sociale.
Stessa cosa per le droghe pesanti delle quali e' permesso detenere fino a 10 dosi, cioe' 1,5 gr di cocaina (invece di 0,01 gr), 1 gr di eroina (0,005) e 0,003 gr di Lsd (0,0001), senza incorrere in conseguenze penali.
Il decreto prevede pero' anche un aumento di pena per coloro che verranno classificati come "spacciatori": da 15 a 20 anni di reclusione.

In Russia sono circa due milioni i tossicodipendenti, ma coloro che assumono sporadicamente stupefacenti sono 4 milioni, meta' dei quali sono giovani o giovanissimi. Il 10% di tutti i reati sono collegati al traffico di stupefacenti, secondo le autorita'.
"E' un passo giusto nella direzione della difesa dei diritti umani e per l'umanizzazione della legge", ha detto Tatiana Volkova del Movimento per i Diritti Umani sottolineando che il decreto varato dal Governo per modificare il codice penale "difende i diritti dei tossicodipendenti, che sono in effetti persone malate, e contemporaneamente rafforza la lotta contro il traffico di stupefacenti".
Per Dimitri Zlotnikov del Partito Radicale Transnazionale "ha prevalso l'approccio antiprobizionistico" anche se l'obiettivo rimane "la completa legalizzazione del consumo della canapa indiana e dei suoi derivati e la fine di tutti i divieti alla coltivazione".
Il gruppo New Drug Policy, impegnato da tempo per una riforma della legislazione antidroga, ha detto che la nuova legge, "coraggiosa e umana, consentira' adesso alla polizia, non piu' costretta ad un'inutile repressione del consumo, a dedicarsi alla lotta contro il narcotraffico che in Russia ha un valore di mercato calcolato in 10 miliardi di dollari.

Un'unica nota discorde nel coro di consensi al nuovo regolamento e' giunta dal vicecapo dell'Agenzia federale antidroga, Aleksandr Mikhailov, il quale, ha vivamente criticato la nuova legge definendola "una follia" e "un ulteriore ostacolo nella lotta contro il traffico di stupefacenti" soprattutto in riferimento alle quantita' limite consentite. Essa, sostiene, "consentira' ora ai tossicodipendenti di circolare con le tasche piene di marijuana e non potremo neppure fermarli".
A Mikhailov risponde la Volkova secondo la quale la legge garantisce al contrario un rafforzamento della lotta ai trafficanti. E, aggiunge, le dichiarazioni di Mikhailov possono essere spiegate col fatto che gli agenti spesso per dimostrare l'efficienza nella lotta antidroga arrestano i tossicodipendenti in possesso di piccole dosi accusandoli di spaccio. "E' piu' facile arrestare un tossicodipendente con una dose simbolica in tasca, che stroncare l'attivita' di una rete di spacciatori. E adesso quelli dell'Agenzia federale antidroga temono forse di perdere il posto di lavoro".
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