Russia. Propaganda politica o delle droghe?
Mosca, 12 agosto 2004. Alle ore 12.15, quindici minuti dopo l'inizio del volantinaggio per la legalizzazione di marijuana davanti al Palazzo del Servizio Federale per il controllo degli stupefacenti (Gosnarkokontrol), Nikolaj Khramov, segretario di Radicali Russi, e' stato fermato dalla polizia e portato al commissariato del distretto Basmanny. Al commissariato gli sono stati sequestrati 460 volantini con il testo di una petizione "Legalizzare Marijuana" lanciata dai radicali due anni fa. E' stato compilato un verbale sul reato previsto dall'articolo 6.13 del Codice Amministrativo della Federazione Russa (propaganda degli stupefacenti o dei loro precursori).Spetta ora al tribunale stabilire se era propaganda politica o propaganda della droga. Una prima udienza si e' tenuta il 19 agosto, la prossima sara' il 27 quando verra' sentito direttamente il commissario Denis Seleznev del Gosnarkokontrol.
"Il tribunale deve giudicare la mia azione nonviolenta e rispondere alla domanda: che cosa rappresenta la distribuzione dei materiali con le richieste politiche della riforma politica nel campo delle droghe proibite, una propaganda politica legittima o invece propaganda delle droghe?", dice Khramov. "La risposta a questa domanda ha una grande importanza per la difesa delle liberta' e della democrazia oggi nel nostro Paese", dice Khramov ricordando che il Gosnarkokontrol "ha scatenato una vera e propria caccia contro i negozianti che vendono le magliette con il disegno di marijuana". "Spero che il tribunale metta il punto e che prenda l'unica possibile decisione legittima. Altrimenti intendo rivolgermi alla Corte Costituzionale per esaminare la costituzionalita' dell'articolo 46 della Legge federale sulle sostanze stupefacenti, che appunto contiene la definizione che cosa e' la propaganda delle droghe".
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