Venerdì 5 giugno 2026
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Sacconi (bis): modifiche a linee guida sulla fecondazione, ma non alla legge 194

U.E. - ITALIA
Notizia ·
'Sulle linee guida della legge 40 stiamo facendo una verifica che credo portera' a un intervento correttivo'. Cosi' il ministro della Salute, Maurizio Sacconi, durante la presentazione delle linee guida programmatiche alla Commissione, si e' espresso sulla legge 40. 'Sorge un problema di carattere giuridico-formale - ha spiegato il ministro - non consentire gli interventi diagnostici preimpianto che possono avere finalita' eugenetiche era alla base dell'iniziativa referendaria. E' paradossale poi che il ministro predeccessore abbia varato delle linee guida che lo consentono. Credo invece che debbano essere rafforzate politiche di prevenzione sulla sterilita''.
La legge 194 sull'aborto, invece, non sarà sottoposta a modifiche ma sarà rafforzato il monitoraggio per arrivare ala sua completa applicazione.
E' nostra intenzione attraverso un monitoraggio, rafforzato, sollecitare la piena applicazione di una legge che ci sembra non essere stata compiutamente applicata". E "prima di pensare a modifiche della legge 194 è doveroso arrivare alla sua compiuta implementazione".
Sacconi inoltre ha sottolineato l'esistenza di specifiche problematiche riguardo ad esempio alle donne immigrate, dove si registra un tasso abortivo 3 volte piú alto e anche il ricorso a pratiche clandestine. "C'è l'esigenza di monitorare e regolare piú efficacemente l'applicazione della legge dall'articolo 1 al 5, e soprattutto l'articolo 6", ovvero la norma che consente l'aborto per malformazioni fetali se ne deriva pregiudizio per la salute della madre, "sul quale non raccogliamo sufficenti informazioni. Mentre è necessario acquisire tutte le necessarie informazioni per verificare la corretta applicazione, anche a posteriori, di questa norma".

'Se e' vero, come ha affermato il ministro Sacconi, che il suo ministero intende svolgere una verifica rigorosa della coerenza tra le linee guida e gli articoli della legge 40, non potra' che confermare il testo vigente'. Lo afferma Livia Turco, capogruppo del Pd in commissione affari sociali della Camera.

L'annuncio del ministro del Welfare  "non puo' che trovarci pienamente concordi". Lo afferma in una nota Isabella Bertolini, deputato del Pdl, che aggiunge: "Il Governo dimostra di voler e saper rispettare la volonta' popolare espressa attraverso un referendum dal risultato schiacciante".
"Viene cancellato un provvedimento scorretto e inopportuno, approvato da un Governo a fine corsa, gia' bocciato dalle urne. Un atto di grave scorrettezza istituzionale - dice - che non solo esondava l'ordinaria amministrazione cui e' chiamato un esecutivo dimissionario, ma che nel merito stravolgeva le norme che vietavano esplicitamente la diagnosi preimpianto. Le linee guida, volute dall'ex ministro della Salute Livia Turco, promuovevano una pericolosissima selezione eugenetica. La decisione dell'attuale esecutivo, per fortuna - conclude - la scongiura definitivamente".

'Mi auguro davvero che il governo non proceda ad una modifica delle linee guida sulla legge 40, perche' se lo facesse compirebbe un grave errore dettato da motivazioni puramente ideologiche'. Lo dichiara Silvana Mura deputata di Idv e membro della commissione affari sociali della Camera.
'La modifica attuata a suo tempo dall'ex ministro Livia Turco e' stato praticamente un atto dovuto che ha tenuto conto delle molte sentenze di tribunali di diverso ordine e grado che hanno demolito pezzo a pezzo una legge nata morta come quella sulla procreazione assistita -conclude- Intestardirsi a voler cancellare nuovamente un provvedimento sacrosanto, come la possibilita' di effettuare la diagnosi preimpianto, la dice lunga sul modo di procedere di questo governo'.

Dichiarazione della senatrice Donatella Poretti (Radicali-PD):
Quelle linee guida aggiornate con colposo ritardo dall'ex ministro Livia Turco, in realta' ricalcano i pareri tecnici dell'Istituto Superiore della Sanita' e del Consiglio Superiore della Sanita', ma prendono atto delle sentenze dei Tribunali di Cagliari, di Firenze e del Tar, in cui sostanzialmente si diceva che una norma secondaria (linee guida) non puo' vietare cio' che vietato non e' nella legge primaria (legge 40). Il problema casomai e' quella diagnosi preimpianto prevista dalle attuali linee guida che a poco serve se non si ammettono anche le coppie portatrici di malattie genetiche ad accedere alle tecniche di fecondazione assistita.
Purtroppo, piu' in generale sui cosiddetti "temi etici", il ministro Sacconi oggi e' intervenuto anche sulla legge 194 prevedendo possibili interventi sull'articolo 6 e l'aborto terapeutico, trascurando come la prevenzione in questo caso sia solo con la promozione della procreazione cosciente e responsabile e quindi anche della contraccezione a partire da quella d'emergenza con l'eliminazione dell'obbligo della ricetta medica e affrontando la spinosa questione dell'obiezione di coscienza che in Italia, e in alcune regioni in particolare come la Basilicata, rendono di fatto impraticabile una legge se solo 1 o 2 medici si dichiarano disponibili ad attuarla!
Speriamo almeno che il lavorista Sacconi dia buona prova di se' nel campo delle professioni e non istituisca nuovi ordini in materia sanitaria e infermieristica come una legge del precedente Governo Berlusconi avrebbe voluto, che quello Prodi ha semplicemente sospeso, e che ora e' nelle mani del ministro. All'epoca l'Antitrust sconsiglio' di istituire nuovi ordini professionali, Governo e Parlamento legiferarono in maniera opposta, oggi e' la cartina al tornasole per vedere nella pratica le politiche liberali!

"Il Governo Berlusconi dice 'no' alla selezione eugenetica voluta dalla Turco. La diagnosi preimpianto e' uno strumento abominevole che rischia di favorire un'aberrante manipolazione di embrioni. Fa bene il ministro Sacconi a modificare il provvedimento del precedente Governo, una forzatura istituzionale contraria al dettato normativo della legge". E' l'opinione di Gabriella Carlucci, deputata del Pdl.
La Turco, osserva, "ha tradito lo spirito della legge 40. Le leggi della Repubblica si cambiano in Parlamento non attraverso linee guida emanate in zona cesarini da un Governo gia' licenziato dagli italiani. L'intervento del Governo Berlusconi- chiude Carlucci- rimette le cose a posto."

'Le linee guida emanate dalla Turco sulla legge 40 sono da eliminare. Ha fatto bene il ministro Sacconi a sollevare il problema ed ad indicare la strada per riportare la legge all'interpretazione originaria, peraltro certificata dalla volonta' popolare con un referendum. Quelle emanate dalla Turco e da un Governo dimissionato, di fatto, dai cittadini erano delle norme che promuovevano una vera e propria selezione eugenetica'. Lo ha detto Enrico La Loggia, vice Presidente del gruppo Pdl della Camera dei Deputati.

"Le linee guida alla legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita si possono cambiare solo cambiando la stessa legge". E' dura la replica, all'Adnkronos Salute, di Filomena Gallo, vicepresidente dell'Associazione Luca Coscioni e presidente di Amica Cicogna, alle parole del ministro del Welfare Maurizio Sacconi. Oggi il titolare del dicastero del Lavoro, salute e politiche sociali ha dichiarato che sono in corso verifiche per modificare le linee guida promulgate in extremis dall'ex ministro della Salute Livia Turco per scongiurare la possibilita' di diagnosi preimpianto a fini eugenetici. Una posizione motivata con l'espressione della volonta' popolare, nel referendum indetto nel 2005 proprio sulla legge 40.
"Innanzitutto - spiega Gallo - nel referendum i cittadini italiani non hanno detto ne' si' ne' no. Prova ne e' il fatto che possiamo indire un nuovo referendum sugli stessi temi, che non potremmo fare in caso si fosse raggiunto il quorum con una vittoria dei si' o dei no. E' grave - sottolinea - che un ministro della Repubblica non conosca le leggi referendarie". Quindi Gallo ipotizza che per Sacconi "verifiche significhi ricerca di un cavillo giuridico per cambiare le linee guida".
"Ma - prosegue Gallo - quel testo non fa altro che recepire le sentenze dei tribunali passate in giudicato, dunque non appellate e percio' eseguibili. Il divieto di eugenetica - spiega inoltre - e' mantenuto nelle recenti linee guida e dunque semmai il Governo vuole cambiarle, deve prima procedere a una modifica della stessa legge 40.
In caso contrario - conclude - continueranno le sentenze dei tribunali a smentire la volonta' del Governo".

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