Sacconi chiede subito legge su nutrizione forzata a chi non puo' esprimersi
Approvare subito le norme sull'alimentazione e l'idratazione forzata per chi non e' autosufficiente rinviando quelle sulla dichiarazione anticipata di trattamento. Lo propone il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, in un'intervista al Corriera della Sera.
'Per la regolarizzazione della fine di vita - sottolinea il ministro - tutto il Governo si e' espresso a favore del diritto inalienabile all'alimentazione e all'idratazione per chi non e' autosufficiente. A questo proposito per attenuare la conflittualita' parlamentare, potremmo ipotizzare l'immediata approvazione di queste norme rinviando a soluzioni piu' condivise quelle alle dichiarazioni anticipate di trattamento'.
'Sulla bioetica - aggiunge ancora Sacconi - tutto il governo ha avuto finora posizioni laicamente unitarie, a volere difendere e attuare la legge 194 e rigorosamente verificare la compatibilita' della pillola RU486 con la legge stessa.
Proprio perche' riteniamo che si debbano salvaguardare i criteri che hanno evitato la solitudine della donna di fronte al dramma dell'interruzione di gravidanza'.
"Io ho trovato l'abbinamento dei temi - testamento biologico, Ru486, salari differenziati - una costruzione dalla logica imperscrutabile". Lo ha detto Emma Bonino, intervistata da Radio Radicale, commentando cosí l'intervista di oggi del Ministro Sacconi sul Corriere della Sera.
"Penso che Sacconi e una parte del governo che è ai ferri corti con le gerarchie ecclesiastiche su altri temi, dall'immigrazione ad altri - prosegue -, voglia sottolineare che su altri aspetti di interessi vaticani questa maggioranza è tra virgolette compatta. Mi preoccupa peró che dall'altra parte peró, nel Pd, nelle feste e nelle controfeste, nei sondaggi, nelle primarie, a nessuno viene in mente una mobilitazione, una iniziativa, niente.
Sul testamento biologico ci si appella a Fini, e i leader del Pd non hanno niente da dire".
"E' un po' preoccupante, dopo il percorso contorto al Senato, quando siamo passati dall'opinione prevalente a tentativi di compromessi. Non so - conclude - se il Pd si appresta alla stessa manfrina alla Camera, delegando tutto al gioco parlamentare dove è evidente che si perde, perch, i numeri sono i numeri, e se non c'è una grossa mobilitazione su questo tema si è votati alla sconfitta. Il Pd mi sembra immerso in cose interne, in una visione ombelicale, e niente viene proposto come iniziativa politica. Quello che sta avvenendo è davvero patetico".
'Per la regolarizzazione della fine di vita - sottolinea il ministro - tutto il Governo si e' espresso a favore del diritto inalienabile all'alimentazione e all'idratazione per chi non e' autosufficiente. A questo proposito per attenuare la conflittualita' parlamentare, potremmo ipotizzare l'immediata approvazione di queste norme rinviando a soluzioni piu' condivise quelle alle dichiarazioni anticipate di trattamento'.
'Sulla bioetica - aggiunge ancora Sacconi - tutto il governo ha avuto finora posizioni laicamente unitarie, a volere difendere e attuare la legge 194 e rigorosamente verificare la compatibilita' della pillola RU486 con la legge stessa.
Proprio perche' riteniamo che si debbano salvaguardare i criteri che hanno evitato la solitudine della donna di fronte al dramma dell'interruzione di gravidanza'.
"Io ho trovato l'abbinamento dei temi - testamento biologico, Ru486, salari differenziati - una costruzione dalla logica imperscrutabile". Lo ha detto Emma Bonino, intervistata da Radio Radicale, commentando cosí l'intervista di oggi del Ministro Sacconi sul Corriere della Sera.
"Penso che Sacconi e una parte del governo che è ai ferri corti con le gerarchie ecclesiastiche su altri temi, dall'immigrazione ad altri - prosegue -, voglia sottolineare che su altri aspetti di interessi vaticani questa maggioranza è tra virgolette compatta. Mi preoccupa peró che dall'altra parte peró, nel Pd, nelle feste e nelle controfeste, nei sondaggi, nelle primarie, a nessuno viene in mente una mobilitazione, una iniziativa, niente.
Sul testamento biologico ci si appella a Fini, e i leader del Pd non hanno niente da dire".
"E' un po' preoccupante, dopo il percorso contorto al Senato, quando siamo passati dall'opinione prevalente a tentativi di compromessi. Non so - conclude - se il Pd si appresta alla stessa manfrina alla Camera, delegando tutto al gioco parlamentare dove è evidente che si perde, perch, i numeri sono i numeri, e se non c'è una grossa mobilitazione su questo tema si è votati alla sconfitta. Il Pd mi sembra immerso in cose interne, in una visione ombelicale, e niente viene proposto come iniziativa politica. Quello che sta avvenendo è davvero patetico".
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