Saltano le linee guida sull'aborto
La Regione Lombardia non fa nessun passo indietro, conferma il suo 'no' alle linee guida per l'applicazione della legge 194 e salta cosi' definitivamente l'intesa in Conferenza Unificata. Ad annunciarlo, al termine della riunione, il sottosegretario alla Salute Serafino Zucchelli. "Le Regioni non hanno cambiato la loro posizione, non c'e' accordo, ognuno resta sulle proprie posizioni". Sfuma cosi' il documento proposto dal ministero della Salute per dare delle linee guida a livello nazionale.
Sul mancato accordo, che di fatto lascia chiuse nel cassetto le linee guida per l'applicazione della 194, ha pesato il 'no' della Lombardia. Un 'no' che, secondo il sottosegretario Zucchelli, ha motivazioni prettamente politiche: "l'agone elettorale ha tolto serenita' al giudizio. Le linee guida della Lombardia sono valide e non erano lontane da quelle nazionali che noi abbiamo proposto".
Come ha spiegato Zucchelli, il ministero voleva dare impulso anche a quelle Regioni che ancora non si erano 'date da fare' per l'attuazione della 194. "C'era un sostanziale accordo con i tecnici della Lombardia poi la politica ha bloccato l'accordo", ha aggiunto il sottosegretario. Si tratta di temi "strumentalizzati" per la campagna elettorale, ha concluso.
PRECEDENTEMENTE
A distanza di una settimana dal mancato accordo in Conferenza Stato-Regioni sulle linee guida per l'applicazione della legge 194 la Regione Lombardia torna a ribadire il suo 'no' a quel documento se tornera' ad essere discusso nella seduta della Conferenza fissata per oggi pomeriggio. Come spiega l'assessore al Bilancio della Lombardia Romano Colozzi, al termine della Conferenza delle Regioni di questa mattina, "Errani ha proposto alla Lanzillotta di togliere il punto dall'ordine del giorno della Conferenza perche' gia' la scorsa settimana si e' registrato il mancato accordo. Non so come la Lanzillotta rispondera' ma se il documento verra' riproposto confermero' la posizione gia' espressa la volta scorsa".
"Non e' pretestuosita'; e' che si tratta di un documento sbagliato, fatto male e incoerente con la 194". "Se dovessi dare un titolo a quelle linee guida" rincara la dose Colozzi, "direi che non si tratta di 'prevenzione all'aborto' ma di 'prevenzione alla maternita'". Secondo Colozzi la Lombardia potrebbe non essere l'unica Regione a dare uno stop a queste linee guida: "Alcune Regioni la volta scorsa assenti non si sono espresse magari potrebbero esprimersi negativamente". La possibilita' che oggi vengano presentate in Conferenza Stato-Regioni delle linee guida 'riviste' dal ministero della Salute e', secondo Colozzi, assa remota: "in questa settimana non c'e' stato nessun incontro, nessun passo avanti".
LE REGIONI VANNO AVANTI - Anche con il 'no' confermato questa mattina dalla Regione Lombardia, "le altre Regioni andranno avanti". Lo ha affermato il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, al termine della riunione del parlamentino dei presidenti, spiegando inoltre che "la scorsa settimana tutte le Regioni hanno espresso parere positivo e, solo la Lombardia, ha dato un parere negativo: siamo di fronte a una posizione che ha assunto la Lombardia da un punto di vista politico".
ANCHE TOTO' CUFFARO SI DICE CONTRARIO - "Non condividiamo e quindi ci opporremo al recepimento in Sicilia delle linee guida sulla legge 194/78 diramate dal Ministero della Salute". Lo afferma a nome di tutta la deputazione regionale e nazionale dell'Udc Sicilia, il vice segretario nazionale, Totò Cuffaro, segnalando: "Riteniamo le direttive impartite dal Ministero lesive dell'autonomia costituzionalmente garantita della nostra Regione e caratterizzate da una eccessiva minimizzazione nell'approccio alla tutela della maternità e della procreazione responsabile".
"Sull'argomento è necessaria una riflessione serena e non strumentalizzabile dall'attuale campagna elettorale per valutare tutte le azioni positive che possono essere intraprese per supportare la donna che si trova a gestire una maternità indesiderata e per educare i giovani ad una responsabile visione della procreazione".
Sul mancato accordo, che di fatto lascia chiuse nel cassetto le linee guida per l'applicazione della 194, ha pesato il 'no' della Lombardia. Un 'no' che, secondo il sottosegretario Zucchelli, ha motivazioni prettamente politiche: "l'agone elettorale ha tolto serenita' al giudizio. Le linee guida della Lombardia sono valide e non erano lontane da quelle nazionali che noi abbiamo proposto".
Come ha spiegato Zucchelli, il ministero voleva dare impulso anche a quelle Regioni che ancora non si erano 'date da fare' per l'attuazione della 194. "C'era un sostanziale accordo con i tecnici della Lombardia poi la politica ha bloccato l'accordo", ha aggiunto il sottosegretario. Si tratta di temi "strumentalizzati" per la campagna elettorale, ha concluso.
PRECEDENTEMENTE
A distanza di una settimana dal mancato accordo in Conferenza Stato-Regioni sulle linee guida per l'applicazione della legge 194 la Regione Lombardia torna a ribadire il suo 'no' a quel documento se tornera' ad essere discusso nella seduta della Conferenza fissata per oggi pomeriggio. Come spiega l'assessore al Bilancio della Lombardia Romano Colozzi, al termine della Conferenza delle Regioni di questa mattina, "Errani ha proposto alla Lanzillotta di togliere il punto dall'ordine del giorno della Conferenza perche' gia' la scorsa settimana si e' registrato il mancato accordo. Non so come la Lanzillotta rispondera' ma se il documento verra' riproposto confermero' la posizione gia' espressa la volta scorsa".
"Non e' pretestuosita'; e' che si tratta di un documento sbagliato, fatto male e incoerente con la 194". "Se dovessi dare un titolo a quelle linee guida" rincara la dose Colozzi, "direi che non si tratta di 'prevenzione all'aborto' ma di 'prevenzione alla maternita'". Secondo Colozzi la Lombardia potrebbe non essere l'unica Regione a dare uno stop a queste linee guida: "Alcune Regioni la volta scorsa assenti non si sono espresse magari potrebbero esprimersi negativamente". La possibilita' che oggi vengano presentate in Conferenza Stato-Regioni delle linee guida 'riviste' dal ministero della Salute e', secondo Colozzi, assa remota: "in questa settimana non c'e' stato nessun incontro, nessun passo avanti".
LE REGIONI VANNO AVANTI - Anche con il 'no' confermato questa mattina dalla Regione Lombardia, "le altre Regioni andranno avanti". Lo ha affermato il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, al termine della riunione del parlamentino dei presidenti, spiegando inoltre che "la scorsa settimana tutte le Regioni hanno espresso parere positivo e, solo la Lombardia, ha dato un parere negativo: siamo di fronte a una posizione che ha assunto la Lombardia da un punto di vista politico".
ANCHE TOTO' CUFFARO SI DICE CONTRARIO - "Non condividiamo e quindi ci opporremo al recepimento in Sicilia delle linee guida sulla legge 194/78 diramate dal Ministero della Salute". Lo afferma a nome di tutta la deputazione regionale e nazionale dell'Udc Sicilia, il vice segretario nazionale, Totò Cuffaro, segnalando: "Riteniamo le direttive impartite dal Ministero lesive dell'autonomia costituzionalmente garantita della nostra Regione e caratterizzate da una eccessiva minimizzazione nell'approccio alla tutela della maternità e della procreazione responsabile".
"Sull'argomento è necessaria una riflessione serena e non strumentalizzabile dall'attuale campagna elettorale per valutare tutte le azioni positive che possono essere intraprese per supportare la donna che si trova a gestire una maternità indesiderata e per educare i giovani ad una responsabile visione della procreazione".
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