Salute detenuti. Commissione parlamentare: mancano dati certi per intervenire
E' 'urgente avere dati certi sulle patologie nelle carceri per garantire l'effettiva tutela della salute per detenuti e addetti penitenziari'. Lo afferma la Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori sanitari, presieduta da Leoluca Orlando, che oggi ha audito sulla questione il dirigente sanitario del ministero della Salute Guido Ditta nell'ambito dell'indagine aperta sul tema dalla stessa commissione.Ditta, informa la Commissione, ha fornito un quadro specifico della tutela della salute nelle carceri. L'Amministrazione Penitenziaria, ha riferito Ditta come reso noto dalla Commissione, gia' si serviva molto in passato del Servizio Sanitario Nazionale: Ora, ha precisato, l'affidamento al Ssn e' completo, ma presenta alcune criticita', come la scarsita' di risorse e il ricorso eccessivo a visite specialistiche all'esterno, con conseguente spostamento di polizia penitenziaria. Un altro problema segnalato da Ditta e' la mancanza di una rilevazione generale degli stati patologici, a parte una ricerca a campione del 2005. Le criticita' maggiori da questo punto di vista, ha spiegato il dirigente, riguardano soprattutto le tossicodipendenze e i problemi di salute mentale.
A questo proposito, Ditta ha spiegato che il primo passo nella soluzione di questi problemi e' un accordo di programma nell'ambito del coordinamento tra ministero, Regioni e Amministrazione penitenziaria, a partire dai singoli Istituti. E ha annunciato che dopo il 19 febbraio verranno resi noti i risultati di un monitoraggio sull'attuazione degli accordi presi, chiesto alle singole Regioni. Ha infine auspicato un miglioramento strutturale dell'organizzazione e una valorizzazione delle buone pratiche presenti, citando in proposito il caso di eccellenza del penitenziario di Bollate.
Rispetto alla relazione, il presidente Orlando ha sollevato il problema delle conseguenze dei tagli legati ai deficit di bilancio, che andrebbero a colpire la tutela del diritto della salute dei carcerati proprio in seguito al passaggio al Sistema sanitario nazionale. Inoltre, e' stata sollecitata l'urgenza di avere dei dati completi su salute mentale, tossicodipendenza, errori sanitari e diffusione dell'Hiv nelle carceri.
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