Salvatore Crisafulli 'ci ripensa' quando interpellato di persona: voglio vivere
Salvatore Crisafulli vuole vivere: lo ha detto con gli occhi alle Iene. L'uomo da sette anni completamente paralizzato per un incidente stradale e' cosciente e si fa capire solo con lo sguardo. La sua famiglia combatte per ottenere un'assistenza personalizzata con operatori specializzati. I familiari avevano annunciato l'arrivo di un video shock con le immagini dell'uomo che esprimeva la sua volonta' di morire ed era gia' pronto il camper per portarlo in Belgio per l'eutanasia. Ora la famiglia ha annullato il viaggio della morte e la questione torna nelle mani della Regione.
Se non fosse un dramma così profondo, ci sarebbe da chiedersi a che gioco gioca la famiglia Crisafulli. In Belgio, infatti, non avrebbe mai potuto ottenere l'eutanasia, visto che la legge belga impone che il paziente sia residente nel Paese. Inoltre, la famiglia, ed in particolare il fratello Pietro, era diventata una sorta di testimonial contro il diritto all'autodeterminazione (si batteva addirittura contro il diritto di altri di chiedere la sospensione dei trattamenti vitali... figuriamoci l'eutanasia).
Le immagini, girate nella casa dell'uomo a Catania, saranno trasmesse la sera di mercoledi' 3 febbraio su Italia 1 a 'Le Iene Show'. La 'iena' Giulio Golia durante una lunga visita nella casa dell'uomo, ha chiesto piu' volte a Salvatore Crisafulli se volesse realmente recarsi in Belgio per sottoporsi all'eutanasia e, dopo alcune risposte positive, all'ennesima domanda 'Vuoi fare il viaggio? Se si' sbarra gli occhi, se no chiudili'. Salvatore ha abbassato entrambe le palpebre mostrando diverse volte di non voler piu' morire.
La famiglia visibilmente scossa ed emozionata per l'inaspettato cambio di idee, si mostra sollevata ma anche preoccupata per il futuro che dicono essere, senza un'assistenza domiciliare specializzata 24 ore al giorno, veramente difficile.
Pietro e' l'unico fratello ancora in grado di rendersi utile per l'assistenza. La famiglia di Crisafulli aveva minacciato l'eutanasia gia' nel settembre 2008 ma l'intervento del presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi fermo' l'intento e lo stesso Salvatore espresse in quell'occasione di volere continuare a 'combattere per la vita'.
'Salvatore ha espresso chiaramente - ha confermato Pietro Crisafulli - la sua intenzione di volere continuare a vivere e di volere combattere. E noi rispettiamo la sua volonta'. Era sua la scelta dell'eutanasia, adesso e' sua quella di non volere morire'. 'Siamo sollevati per questa decisione - ha aggiunto - ma anche preoccupati perche' senza un'assistenza ospedaliera a casa, 24 ore al giorno, e' veramente difficile andare avanti.
Speriamo adesso che i politici mantengano finalmente le loro promesse'. 'Il governo ha fatto tutto cio' che poteva fare. Ha stanziato fondi a livello nazionale che sono stati erogati alle Regioni, ma ognuna di queste ha la sua gestione' aveva invece detto il sottosegretario Eugenia Roccella. E la Commissione d'inchiesta sul Servizio sanitario al Senato ha sollecitato una veloce conclusione dell'indagine sulla sua vicenda.
Se non fosse un dramma così profondo, ci sarebbe da chiedersi a che gioco gioca la famiglia Crisafulli. In Belgio, infatti, non avrebbe mai potuto ottenere l'eutanasia, visto che la legge belga impone che il paziente sia residente nel Paese. Inoltre, la famiglia, ed in particolare il fratello Pietro, era diventata una sorta di testimonial contro il diritto all'autodeterminazione (si batteva addirittura contro il diritto di altri di chiedere la sospensione dei trattamenti vitali... figuriamoci l'eutanasia).
Le immagini, girate nella casa dell'uomo a Catania, saranno trasmesse la sera di mercoledi' 3 febbraio su Italia 1 a 'Le Iene Show'. La 'iena' Giulio Golia durante una lunga visita nella casa dell'uomo, ha chiesto piu' volte a Salvatore Crisafulli se volesse realmente recarsi in Belgio per sottoporsi all'eutanasia e, dopo alcune risposte positive, all'ennesima domanda 'Vuoi fare il viaggio? Se si' sbarra gli occhi, se no chiudili'. Salvatore ha abbassato entrambe le palpebre mostrando diverse volte di non voler piu' morire.
La famiglia visibilmente scossa ed emozionata per l'inaspettato cambio di idee, si mostra sollevata ma anche preoccupata per il futuro che dicono essere, senza un'assistenza domiciliare specializzata 24 ore al giorno, veramente difficile.
Pietro e' l'unico fratello ancora in grado di rendersi utile per l'assistenza. La famiglia di Crisafulli aveva minacciato l'eutanasia gia' nel settembre 2008 ma l'intervento del presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi fermo' l'intento e lo stesso Salvatore espresse in quell'occasione di volere continuare a 'combattere per la vita'.
'Salvatore ha espresso chiaramente - ha confermato Pietro Crisafulli - la sua intenzione di volere continuare a vivere e di volere combattere. E noi rispettiamo la sua volonta'. Era sua la scelta dell'eutanasia, adesso e' sua quella di non volere morire'. 'Siamo sollevati per questa decisione - ha aggiunto - ma anche preoccupati perche' senza un'assistenza ospedaliera a casa, 24 ore al giorno, e' veramente difficile andare avanti.
Speriamo adesso che i politici mantengano finalmente le loro promesse'. 'Il governo ha fatto tutto cio' che poteva fare. Ha stanziato fondi a livello nazionale che sono stati erogati alle Regioni, ma ognuna di queste ha la sua gestione' aveva invece detto il sottosegretario Eugenia Roccella. E la Commissione d'inchiesta sul Servizio sanitario al Senato ha sollecitato una veloce conclusione dell'indagine sulla sua vicenda.
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