San Marino. Entro fine aprile al via nuova banca delle staminali
Una nuova banca sorgera' sul Titano, ma le sue casseforti non conterranno 'verdoni'. San Marino apre infatti al business della conservazione delle cellule staminali: entro la fine nel mese e' atteso l'ultimo ok dell'Authority sanitaria necessario all'apertura di Bioscience Institute, il primo laboratorio del Titano per la coltura cellulare e la conservazione delle staminali adulte. In pratica, bandite le embrionali, Bioscience Institute sara' la prima societa' privata di tutto lo Stivale dove sara' possibile conservare le staminali cordonali. Ad oggi, in Italia, sono appena una quindicina i centri per la congelazione del sangue del cordone ombelicale dei neonati. Sono autorizzate solo strutture pubbliche e, data l'alta richiesta, le neomamme sono costrette a ricorrere- dopo un lungo iter burocratico necessario per ottenerne l'autorizzazione- alle 'banche' svizzere, inglesi o statunitensi.
Presto, bastera' varcare il confine sammarinese e Giuseppe Mucci, amministratore del centro, promette: "I nostri laboratori possono garantire standard di qualita' altissimi, non abbiamo nulla da invidiare alla Svizzera". L'amministratore spiega poi che l'attivita' dell'istituto non si limitera' alla conservazione autologa delle cellule staminali adulte: "Un'altra nostra attivita' importante e' quella della coltura delle cellule e la ricerca biomolecolare".
In questo campo, il centro ha gia' in piedi delle collaborazioni importanti con l'Universita' Sapienza di Roma e con l'Ateneo bolognese. Tra queste, una ricerca degli effetti del terremoto che nel 1908 sconvolse Messina sul Dna dei suoi abitanti. La societa' da' per sicura l'apertura il prossimo 21 aprile, tanto che ha organizzato, per l'occasione, un convegno sullo stato della ricerca delle staminali. Di fatto, la certezza di restare nei tempi previsti e' quasi totale. Il centro ha gia' superato i primi due step necessari: autorizzazione all'istituzione della societa', ottenuta un anno fa, e quella relativa alla sua realizzazione. Manca l'ultimo passaggio: "Entro il mese daremo corso ad un sopralluogo per certificare la sua funzionalita'", spiega Andrea Gualtieri, coordinatore dell'Authority sanitaria sammarinese.
La 'cell factory' sara' pioniere sul Titano per questo tipo di attivita', ma in coda restano altre richieste di autorizzazioni analoghe. "Ufficialmente a San Marino esiste una sola societa' che puo' esercitare la conservazione delle cellule staminali adulte", spiega Gualtieri. "Ma e' stato avviato l'iter autorizzativo per altre tre societa' di cui due restano alla prima fase e devono ancora costituirsi". Paolo Pasini, dirigente dell'Authority chiarisce poi che "a San Marino le leggi autorizzano solo la conservazione autologa delle cellule staminali adulte, non di quelle embrionali. In piu', sono escluse tutte le attivita' di manipolazione". A riguardo, Pasini riconosce pero' una mancanza grave nelle istituzioni sammarinesi: "Se iniziamo ad aprire la strada alla ricerca, come sta accadendo, diventa urgente istituire un comitato di Bioetica per attrezzarci ad affrontare tutte le problematiche connesse". E di fatto, questo organismo "e' gia' previsto nell'ultimo Piano Sanitario Nazionale", ma ancora manca all'appello.
Ma monsignor Luigi Negri non benedira' Bioscience Institute. Giuseppe Mucci, amministratore del laboratorio, sull'onda dell'entusiamo mediatico degli ultimi giorni, ha tirato in ballo il vescovo di San Marino e Montefeltro, dando per certa, in alcune interviste rilasciate alla stampa sammarinese, la sua presenza alla giornata di inaugurazione. Il giorno dopo la smentita definitiva: Negri fa sapere, per voce di Francesco Partisani, responsabile dell'ufficio stampa e comunicazioni sociali della Diocesi, di "avere altri impegni per il 21 aprile", data prevista per il taglio del nastro del centro.
In base alla versione dei fatti di Partisani, Negri aveva saputo dell'iniziativa di Bioscience Institute qualche settimana fa e in maniera informale, aveva raccolto l'invito. Tra i motivi dell'interesse del vescovo, la presenza annunciata di Padre Fernando Fabo', decano della facolta' di Bioetica dell'Ateneo Pontificio, tra i relatori della conferenza inaugurale. Ma poi, "sono sopraggiunti impegni prioritari", taglia corto il portavoce. Dal canto suo, il vescovo di San Marino e Montefeltro "al momento non rilascia dichiarazioni", perche' "troppo occupato dai doveri delle celebrazioni pasquali". Ma alla fine, Partisani lascia intendere che, passate le feste, di certo la replica di Negri non si fara' attendere. E forse si capira' se la motivazione del rifiuto e' realmente "un improvviso impegno inderogabile".
Presto, bastera' varcare il confine sammarinese e Giuseppe Mucci, amministratore del centro, promette: "I nostri laboratori possono garantire standard di qualita' altissimi, non abbiamo nulla da invidiare alla Svizzera". L'amministratore spiega poi che l'attivita' dell'istituto non si limitera' alla conservazione autologa delle cellule staminali adulte: "Un'altra nostra attivita' importante e' quella della coltura delle cellule e la ricerca biomolecolare".
In questo campo, il centro ha gia' in piedi delle collaborazioni importanti con l'Universita' Sapienza di Roma e con l'Ateneo bolognese. Tra queste, una ricerca degli effetti del terremoto che nel 1908 sconvolse Messina sul Dna dei suoi abitanti. La societa' da' per sicura l'apertura il prossimo 21 aprile, tanto che ha organizzato, per l'occasione, un convegno sullo stato della ricerca delle staminali. Di fatto, la certezza di restare nei tempi previsti e' quasi totale. Il centro ha gia' superato i primi due step necessari: autorizzazione all'istituzione della societa', ottenuta un anno fa, e quella relativa alla sua realizzazione. Manca l'ultimo passaggio: "Entro il mese daremo corso ad un sopralluogo per certificare la sua funzionalita'", spiega Andrea Gualtieri, coordinatore dell'Authority sanitaria sammarinese.
La 'cell factory' sara' pioniere sul Titano per questo tipo di attivita', ma in coda restano altre richieste di autorizzazioni analoghe. "Ufficialmente a San Marino esiste una sola societa' che puo' esercitare la conservazione delle cellule staminali adulte", spiega Gualtieri. "Ma e' stato avviato l'iter autorizzativo per altre tre societa' di cui due restano alla prima fase e devono ancora costituirsi". Paolo Pasini, dirigente dell'Authority chiarisce poi che "a San Marino le leggi autorizzano solo la conservazione autologa delle cellule staminali adulte, non di quelle embrionali. In piu', sono escluse tutte le attivita' di manipolazione". A riguardo, Pasini riconosce pero' una mancanza grave nelle istituzioni sammarinesi: "Se iniziamo ad aprire la strada alla ricerca, come sta accadendo, diventa urgente istituire un comitato di Bioetica per attrezzarci ad affrontare tutte le problematiche connesse". E di fatto, questo organismo "e' gia' previsto nell'ultimo Piano Sanitario Nazionale", ma ancora manca all'appello.
Ma monsignor Luigi Negri non benedira' Bioscience Institute. Giuseppe Mucci, amministratore del laboratorio, sull'onda dell'entusiamo mediatico degli ultimi giorni, ha tirato in ballo il vescovo di San Marino e Montefeltro, dando per certa, in alcune interviste rilasciate alla stampa sammarinese, la sua presenza alla giornata di inaugurazione. Il giorno dopo la smentita definitiva: Negri fa sapere, per voce di Francesco Partisani, responsabile dell'ufficio stampa e comunicazioni sociali della Diocesi, di "avere altri impegni per il 21 aprile", data prevista per il taglio del nastro del centro.
In base alla versione dei fatti di Partisani, Negri aveva saputo dell'iniziativa di Bioscience Institute qualche settimana fa e in maniera informale, aveva raccolto l'invito. Tra i motivi dell'interesse del vescovo, la presenza annunciata di Padre Fernando Fabo', decano della facolta' di Bioetica dell'Ateneo Pontificio, tra i relatori della conferenza inaugurale. Ma poi, "sono sopraggiunti impegni prioritari", taglia corto il portavoce. Dal canto suo, il vescovo di San Marino e Montefeltro "al momento non rilascia dichiarazioni", perche' "troppo occupato dai doveri delle celebrazioni pasquali". Ma alla fine, Partisani lascia intendere che, passate le feste, di certo la replica di Negri non si fara' attendere. E forse si capira' se la motivazione del rifiuto e' realmente "un improvviso impegno inderogabile".
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