Sangue artificiale di tipo O grazie alle staminali embrionali
Dopo tante notizie di questo tenore questa volta sembra essere la volta buona: tra tre anni si potrebbe assistere in Gran Bretagna alla prima trasfusione di sangue ottenuto attraverso cellule staminali embrionali. Si tratterà di sangue del gruppo O, ovvero quello che può essere trasfuso in qualsiasi paziente, ricavato dai ricercatori utilizzando embrioni in eccedenza nei processi di fecondazione assistita. Il progetto, che sarà guidato da Marc Turner, Edimburgh University, della vede la partecipazione del Servizio Trasfusioni e Trapianti del Servizio sanitario nazionale britannico, l'omologo scozzese e il Welcome Trust, colossale ente di beneficenza per la ricerca medica. La notizia è dell'Independent e ha subito suscitato molte polemiche e qualche deformazione dell'informazione.
"Non è un boato, questa volta si tratta di una notizia seria e il gruppo che sta dietro al progetto è altrettanto serio»: così il professor Carlo Alberto Redi, direttore scientifico della Fondazione IRCCS del Policlinico San Matteo di Pavia, commenta la notizia. Del resto, sottolinea Redi, le capacità di differenziazione dei progenitori ematopoietici in vitro sono ben conosciute e i tempi sono maturi per la creazione di un vero e proprio sangue, anche se il termine artificiale non è il più idoneo. «Se si parla di sangue sintetico la gente si immagina un sangue di silicio, quando in realtà si tratterebbe di sangue a tutti gli effetti", conclude Redi.
"Non è un boato, questa volta si tratta di una notizia seria e il gruppo che sta dietro al progetto è altrettanto serio»: così il professor Carlo Alberto Redi, direttore scientifico della Fondazione IRCCS del Policlinico San Matteo di Pavia, commenta la notizia. Del resto, sottolinea Redi, le capacità di differenziazione dei progenitori ematopoietici in vitro sono ben conosciute e i tempi sono maturi per la creazione di un vero e proprio sangue, anche se il termine artificiale non è il più idoneo. «Se si parla di sangue sintetico la gente si immagina un sangue di silicio, quando in realtà si tratterebbe di sangue a tutti gli effetti", conclude Redi.
NON POTRA' SOSTITUIRE DONAZIONI - Sara' solo "di supporto, complementare" alla donazione di sangue vero e proprio, il sangue in 'provetta' che gli studiosi britannici capitanati da Marc Turner mirano a inoculare nell'uomo fra tre anni appena. Sembra frenare gli entusiasmi Giuseppe Novelli, genetista dell'universita' di Roma Tor Vergata, commentando all'Adnkronos Salute la notizia che arriva da Oltremanica. "Siamo solo di fronte ad un annuncio - fa notare - e mi sembra prematuro cantare gia' vittoria. Questa ricerca parte bene, perche' potra' contare su finanziamenti multimilionari e lavorare su evidenze che lasciano al momento ben sperare. Ma siamo solo davanti a un tassello di un puzzle estremamente complesso".
Il puzzle, in questo caso, e' rappresentato dal sangue che scorre in vene e arterie, "composto da globuli rossi, bianchi, piastrine, plasma - sottolinea Novelli -. Insomma, un fluido estremamente variegato, che svolge una funzione essenziale nel nostro organismo". La ricerca Gb sulla rampa di lancio "e' limitata ai globuli rossi, che soli non riescono certo a risolvere tutti i problemi trasfusionali". Non solo. Gli studiosi britannici sono impegnati nello sviluppo di sangue '0-negativo', gruppo adatto a ogni tipo di trasfusione senza rischio di rigetto. "Ma si tratta - sottolinea il genetista - di un sangue che puo' essere usato, e di fatto viene usato, solo nell'emergenza".
Insomma, "il sangue sintetico - ribadisce Novelli - non potra' mai sostituirsi alla donazione vera e propria, e non vorrei che questi annunci in pompa magna finissero per inibire la gente, spingendola a non donare sangue o a farle sottovalutare pericolosamente l'importanza di questo gesto".
Quanto a una stima del tempo che sara' necessario per approdare a un sangue sintetico che risolva ogni problema legato alla carenza delle donazioni, Novelli chiosa: "Non sono mica un mago! La scienza ha bisogno di realismo, e su questo tipo di studi non e' possibile fare previsioni. Certo - conclude con una nota di ottimismo - i progressi compiuti sulle cellule staminali ad appena 12 anni dalla loro scoperta lasciano ben sperare".
Il puzzle, in questo caso, e' rappresentato dal sangue che scorre in vene e arterie, "composto da globuli rossi, bianchi, piastrine, plasma - sottolinea Novelli -. Insomma, un fluido estremamente variegato, che svolge una funzione essenziale nel nostro organismo". La ricerca Gb sulla rampa di lancio "e' limitata ai globuli rossi, che soli non riescono certo a risolvere tutti i problemi trasfusionali". Non solo. Gli studiosi britannici sono impegnati nello sviluppo di sangue '0-negativo', gruppo adatto a ogni tipo di trasfusione senza rischio di rigetto. "Ma si tratta - sottolinea il genetista - di un sangue che puo' essere usato, e di fatto viene usato, solo nell'emergenza".
Insomma, "il sangue sintetico - ribadisce Novelli - non potra' mai sostituirsi alla donazione vera e propria, e non vorrei che questi annunci in pompa magna finissero per inibire la gente, spingendola a non donare sangue o a farle sottovalutare pericolosamente l'importanza di questo gesto".
Quanto a una stima del tempo che sara' necessario per approdare a un sangue sintetico che risolva ogni problema legato alla carenza delle donazioni, Novelli chiosa: "Non sono mica un mago! La scienza ha bisogno di realismo, e su questo tipo di studi non e' possibile fare previsioni. Certo - conclude con una nota di ottimismo - i progressi compiuti sulle cellule staminali ad appena 12 anni dalla loro scoperta lasciano ben sperare".
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