La Sanita' pubblica mobilitata per prevenire gli aborti
Nel bel mezzo del dibattito sulla riforma legislativa dell'aborto, le cifre dell'aumento vertiginoso di aborti volontari ha indotto il Governo a proporre un piano di contromisure da attuare entro fine anno con le Comunita' autonome. Nel 2008 i casi registrati sono stati 112.000, il doppio rispetto a dieci anni fa; inoltre, ogni anno nascono 4.000 figli di ragazze minorenni. Dopo le campagne per incentivare l'uso del preservativo, il ministero della Sanita' ora chiede che la prevenzione di gravidanze indesiderate si faccia nei centri sanitari pubblici. La strategia nazionale di sanita' sessuale, elaborata da un comitato di esperti -sociologi, sessuologi, medici- e da un comitato istituzionale con rappresentanti delle autonomie', prevede servizi di sanita' sessuale (alcuni li chiamano centri di pianificazione famigliare) uniformi e presenti in ogni Comunita'. I punti salienti della strategia contemplano l'accesso ai contraccettivi, inclusa la "pillola del giorno dopo", e la formazione del personale.
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