Giovedì 4 giugno 2026
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Sanitari cattolici: non esiste il diritto a morire

U.E. - ITALIA
Notizia ·
"Esistesse un diritto costituzionale ad esigere che la relazione medico-paziente si trasformi in una relazione 'per la morte', il medico sarebbe costretto ad 'eseguire', impotente, perdendo anche il diritto ad interloquire con il paziente, pena la violazione del diritto alla morte". Queste le parole del prof. Luciano Eusebi, Docente di diritto penale all'Universita' Cattolica, chiamato ad intervenire ieri all'incontro dell'Associazione Religiosa Istituti Socio-sanitari (A.R.I.S.) per riflettere sull'eutanasia, tema di grande rilevanza per i Presidi ospedalieri di matrice religiosa. "Non c'e' nessun settore del diritto in cui si autorizza una relazione intersoggettiva finalizzata alla morte, figuriamoci quella tra paziente e medico, che anzi e' tenuto ad utilizzare tutti gli strumenti non coercitivi per la terapia del malato; malato che, chiedendo di interrompere la sua sofferenza, lancia un appello: quello di essere assistito, sul piano psicologico e assistenziale. Una legge che consente l'eutanasia, consentendo cosi' la totale soggettivazione delle decisioni, pone i soggetti deboli della societa' in una condizione ancora piu' debole; siamo d?accordo sul fatto che il malato ha diritto di non soffrire, ma oggi possiamo rispondere alle esigenze del malato che non puo' guarire investendo su di lui; dandogli il massimo sostegno per lenire la sua sofferenza".
"Il testamento biologico, oggetto di discussione al Senato della Repubblica, sollecita la presa di coscienza delle gravi implicazioni morali e religiose che comporta, per rafforzare il fermo impegno dell'ARIS e delle strutture sanitarie associate a difesa della dignita' della persona e della vita, dalla sua prima origine al suo naturale compimento".
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