Lunedì 8 giugno 2026
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Santo Domingo. Le posizioni del Presidente colombiano Alvaro Uribe

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Il presidente colombiano, Alvaro Uribe, ha auspicato che si compiano gli accordi internazionali per raggiungere un vero coordinamento nella lotta al narcotraffico e ha proposto, al riguardo, la revisione della Convenzione di Palermo approvata dall'Organizzazione delle Nazioni Unite. Uribe ha parlato al "Vertice regionale su droghe, sicurezza e cooperazione" che si e' tenuto a Santo Domingo il 16 marzo, cui hanno partecipato, tra gli altri, i presidenti della Repubblica Dominicana, Leonel Fernandez e di Haiti, Rene' Preval, oltre al Segretario generale dell'Organizzazione degli Stati Americani (OEA), Jose' Miguel Insulza. Il presidente colombiano ha difeso le misure quali "l'applicazione democratica della forza per combattere la droga in tutte le sue fasi" -dalla produzione al consumo, passando per la vendita e il trasporto. Ha illustrato alcuni provvedimenti adottati dal suo Paese, uno dei piu' colpiti dal narcotraffico e dai principali produttori di cocaina del mondo. Sono il controllo dei voli illegali dei narcotrafficanti, il traffico via mare e il sequestro dei proventi del narcotraffico. Tuttavia, "non siamo soddisfatti", ha ammesso. "Il nostro intento non e' quello di ridurre la droga, ma di eliminarla". Per Uribe ci sono anche altri mezzi che possono contribuire a sconfiggere il narcotraffico, ad esempio l'estradizione dei trafficanti senza l'accordo previo dei Paesi interessati, una misura che la Colombia ha adottato in 530 casi sotto il suo Governo, a fronte di 63 della fase precedente. Uribe si e' detto contrario alla legalizzazione come politica di lotta alla droga, giacche' "non dobbiamo lasciare ai nostri figli una societa' permissiva nei confronti di un veleno per l'umanita'". Ha difeso anche altri strumenti utilizzati dal suo Governo, quali le coltivazioni alternative alla coca, la fumigazione delle piantagioni che, lo scorso anno, ha raggiunto 160.000 ettari, cosi' come l'eradicazione manuale, passata, negli ultimi anni, da 31.200 a 43.000 ettari "e quest'anno contiamo d'arrivare a 50.000". Riguardo alle critiche mosse alla fumigazione per i suoi effetti nocivi sull'ambiente, Uribe ha fatto notare, d'accordo con i rapporti di OEA, che "a causare danni ecologici non e' la fumigazione, bensi' la distruzione dei boschi per seminare droga e l'utilizzazione dei precursori chimici per fabbricarla".
Illustrato l'aiuto degli Stati Uniti alla Colombia nell'applicazione delle misure come appunto la fumigazione, le coltivazioni alternative e la lotta ai voli illegali per il lancio della droga dall'alto, Uribe ha chiesto all'Unione Europea "cui non piace la fumigazione, di aiutarci nell'eradicazione manuale" e in altre attivita' antidroga. Il presidente ha detto che la droga ha potenziato la violenza in Colombia, ha inciso sulla disoccupazione e anche sull'emigrazione di quattro milioni di colombiani
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