Saranno accolti anche ex militanti di organizzazioni 'terroristiche'
Il servizio immigrazione Usa ha deciso di non negare piu' automaticamente la residenza in America ai rifugiati che hanno militato in gruppi considerati terroristi i quali cercavano di rovesciare governi ostili agli Stati Uniti.
Il rifiuto ha colpito migliaia di persone che hanno combattuto in gruppi armati che hanno cercato in passato di rovesciare governi nemici degli Stati Uniti: dall'Iraq all'Afghanistan, dalla Birmania al Sudan.
Mentre queste persone sono ammesse negli Usa come rifugiati politici vedono poi bocciare la loro richiesta di 'carta verde' (il permesso di vivere in modo permanente negli Usa) perche' le norme sulla immigrazione escludono chi ha militato in gruppi considerati terroristi (anche se dalla parte 'buona' dal punto di vista americano).
La situazione paradossale e' emersa con la vicenda di un traduttore iracheno che ha ottenuto asilo politico negli Usa per avere aiutato a lungo le forze Usa in Iraq ma che si e' visto rifiutare la carta verde perche' anni prima aveva militato nelle milizie curde anti-Saddam Hussein.
Le milizie curde sono considerate dal Dipartimento di Stato un gruppo dal passato terrorista anche se la loro attivita' era indirizzata all'epoca contro Saddam Hussein.
Il servizio d'immigrazione Usa ha promesso di cambiare le regole per renderle piu' logiche. 'Non e' possibile ammettere persone in America come rifugiati politici - ha detto Jonathan Scharfen, vice-direttore dell'Immigrazione - per etichettarle poi come terroristi quando chiedono il permesso di residenza'.
Il rifiuto ha colpito migliaia di persone che hanno combattuto in gruppi armati che hanno cercato in passato di rovesciare governi nemici degli Stati Uniti: dall'Iraq all'Afghanistan, dalla Birmania al Sudan.
Mentre queste persone sono ammesse negli Usa come rifugiati politici vedono poi bocciare la loro richiesta di 'carta verde' (il permesso di vivere in modo permanente negli Usa) perche' le norme sulla immigrazione escludono chi ha militato in gruppi considerati terroristi (anche se dalla parte 'buona' dal punto di vista americano).
La situazione paradossale e' emersa con la vicenda di un traduttore iracheno che ha ottenuto asilo politico negli Usa per avere aiutato a lungo le forze Usa in Iraq ma che si e' visto rifiutare la carta verde perche' anni prima aveva militato nelle milizie curde anti-Saddam Hussein.
Le milizie curde sono considerate dal Dipartimento di Stato un gruppo dal passato terrorista anche se la loro attivita' era indirizzata all'epoca contro Saddam Hussein.
Il servizio d'immigrazione Usa ha promesso di cambiare le regole per renderle piu' logiche. 'Non e' possibile ammettere persone in America come rifugiati politici - ha detto Jonathan Scharfen, vice-direttore dell'Immigrazione - per etichettarle poi come terroristi quando chiedono il permesso di residenza'.
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