Sarkozy accusato di xenofobia
I cittadini francesi rifiutino di intervenire nel dibattito sull'identita' nazionale lanciato dal governo di Nicolas Sarkozy a inizio novembre e che e' stato 'posto in termini xenofobi'. Questo l'appello lanciato da una ventina di personalita' del mondo della cultura e della societa' civile francese, tra cui il presidente della Lega dei diritti dell'Uomo, Jean-Pierre Dubois, e la scrittrice Marie NDiaye, Premio Goncourt 2009, in un testo pubblicato sul quotidiano Le Monde.
Secondo i firmatari, l'iniziativa promossa lo scorso 4 novembre dal ministro dell'Immigrazione Eric Besson e' 'piena di pregiudizi' sull'identita' nazionale, con un tema centrale: 'lo straniero'. 'Rifiutiamo questo dibattito posto in termini xenofobi', si legge ancora nell'appello. Tra i firmatari: Stephane Maugendre, presidente del Gisti (Gruppo di Informazione e sostegno agli immigrati), ma anche i sociologi Laurent Mucchielli, Francois Dubet, Marwan Mohammed, Veronique Le Goaziou, Claire Levy-Vroeland, e l'editore Francois Geze.
Il grande dibattito sull'identita' nazionale, aperto a tutti, ha sollevato mille proteste soprattutto tra l'opposizione. Il partito socialista ha gia' annunciato che non vi prendera' parte e lo stesso faranno alcune associazioni e movimenti che lavorano nelle banlieue.
Secondo i firmatari, l'iniziativa promossa lo scorso 4 novembre dal ministro dell'Immigrazione Eric Besson e' 'piena di pregiudizi' sull'identita' nazionale, con un tema centrale: 'lo straniero'. 'Rifiutiamo questo dibattito posto in termini xenofobi', si legge ancora nell'appello. Tra i firmatari: Stephane Maugendre, presidente del Gisti (Gruppo di Informazione e sostegno agli immigrati), ma anche i sociologi Laurent Mucchielli, Francois Dubet, Marwan Mohammed, Veronique Le Goaziou, Claire Levy-Vroeland, e l'editore Francois Geze.
Il grande dibattito sull'identita' nazionale, aperto a tutti, ha sollevato mille proteste soprattutto tra l'opposizione. Il partito socialista ha gia' annunciato che non vi prendera' parte e lo stesso faranno alcune associazioni e movimenti che lavorano nelle banlieue.
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