Sarkozy chiede rigore contro "san papiers"
Da ministro dell'Interno Nicolas Sarkozy aveva fatto della lotta all'immigrazione clandestina uno dei cardini della sua politica. Ora che è presidente della Repubblica, l'espulsione dei "sans-papiers" fa parte delle priorità del governo. Quest'ultimo aveva fissato a 25.000 il numero dei "sans-papiers" espulsi per il 2007, ma, ha annunciato ieri il ministro dell'Immigrazione, dell'identità nazionale, dell'integrazione e della cooperazione allo sviluppo Brice Hortefeux, il governo è attualmente "leggermente al di sotto" dell'obiettivo. Ragion per cui, ha aggiunto, "occorre raddoppiare gli sforzi per arrestare le persone in situazione irregolare". Per questo nelle ultime settimane la polizia ha moltiplicato le retate contro gli immigrati irregolari, mentre le associazioni di difesa dei "sans-papiers" si sono mobilitate per impedire le espulsioni. Non passa praticamente ormai giorno senza un nuovo arresto o una nuova iniziativa a sostegno degli immigrati irregolari. Da ultimo la città di Lilla, nel Nord, è stato teatro di un braccio di ferro tra dei "sans-papiers" che facevano lo sciopero della fame per chiedere di essere regolarizzati e la prefettura. Ieri il prefetto Daniel Canepa ha disposto l'arresto di 42 di loro, di cui 35 (26 provenienti dalla Guinea, sei dall'Algeria, due dal Marocco e uno dalla Sierra Leone) - sono in situazione irregolare e potrebbero essere espulsi nei prossimi giorni. Il prefetto, che rappresenta il governo nei dipartimenti (province), ha dichiarato di voler interrompere il ciclo di scioperi della fame e di conseguenti regolarizzazioni che ha caratterizzato gli ultimi undici anni e di voler espellere i dimostranti che non vogliono sottostare alle condizioni fissate per il riesame caso per caso delle loro domande di regolarizzazione, ossia di cessare gli scioperi della fame. Le associazioni a difesa dei "sans-papiers" denunciano la contraddizione tra l'obiettivo numerico di espulsioni annunciato del governo e la disponibilità a riesaminare caso per caso le domande di regolarizzazione.
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