Savona, RSA al collasso: la provincia più penalizzata della Liguria
La provincia di Savona risulta la più penalizzata della Liguria per quanto riguarda l'assistenza agli anziani nelle residenze sanitarie assistenziali. Come riporta Trucioli, il territorio savonese sconta una carenza cronica di posti letto, liste d'attesa che si allungano di mese in mese e una rete di strutture sempre più in affanno, mentre tra gli ospiti delle RSA avanza quella che da tempo viene definita la "pandemia della solitudine": l'isolamento sociale che colpisce in particolare le persone anziane non autosufficienti, private di relazioni e di una rete di sostegno adeguata.
Il quadro savonese non è isolato. Il sindacato Ugl Salute ha più volte denunciato la situazione di profonda difficoltà in cui versano RSA e Residenze Protette del territorio, segnalando una carenza cronica di personale, carichi di lavoro sempre più gravosi per chi resta in servizio e condizioni economiche e contrattuali che rendono difficile garantire stabilità occupazionale agli operatori. Secondo la segreteria provinciale del sindacato, non si tratta più di episodi isolati o di singole difficoltà gestionali, ma di una criticità strutturale che coinvolge l'intero sistema residenziale per anziani e persone fragili della provincia.
Dietro ogni riduzione di organico, sottolineano i sindacati, c'è l'assistenza concreta a una persona anziana, spesso non autosufficiente: ridurre il personale o le ore di assistenza per fronteggiare le difficoltà economiche delle strutture significa inevitabilmente scaricare un carico di lavoro più pesante su chi rimane, con il rischio di compromettere sia le condizioni dei lavoratori sia la qualità dell'assistenza garantita agli ospiti.
La Liguria è la regione italiana con la quota più alta di popolazione anziana, e questo rende il tema delle RSA particolarmente urgente. Anche la UIL Liguria ha richiamato l'attenzione sulla questione delle rette e della compartecipazione alla spesa da parte delle famiglie, definendola ormai una vera emergenza sociale che non può più essere affrontata in modo disomogeneo e frammentato, dato il peso demografico ancora più rilevante che la questione assume in una regione con l'età media più alta del Paese.
Le liste d'attesa restano uno dei nodi più critici: l'accesso alle strutture convenzionate passa attraverso una valutazione sanitaria e sociale condotta da Asl e Comune, con punteggio assegnato in base agli indicatori stabiliti dai protocolli d'intesa. Quando il numero delle richieste supera i posti letto disponibili, come accade sempre più spesso nel savonese, i richiedenti restano in lista d'attesa anche per mesi, in una condizione di incertezza che pesa sia sugli anziani sia sulle famiglie chiamate ad assisterli nel frattempo.
Il tema delle prospettive future per il settore socio-assistenziale ligure resta aperto: tra la necessità di rafforzare gli organici, quella di contenere i costi a carico delle famiglie e l'esigenza di garantire una presa in carico dignitosa degli anziani più fragili, la provincia di Savona si conferma il banco di prova più difficile per un sistema regionale già sotto pressione.