Scambio file e diritti d'autore: sequestrato sito Internet
Un sito Internet sequestrato e tre persone denunciate a piede libero e' il bilancio di un'operazione condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bergamo nell'ambito della repressione dello scambio illegale di file contenenti opere tutelate dal diritto d'autore realizzato in internet. Al termine dell'attivita', condotta con l'ausilio tecnico della Federazione contro la Pirateria Musicale in Lombardia, Emilia Romagna e Molise, sono stati denunciati i gestori del sito www.colombo-bt.org, uno dei portali della pirateria tra i piu' diffusi in Italia.
Le indagini, coordinate dal pm Giancarlo Mancusi, sono state in grado di superare i numerosi ostacoli frapposti dagli indagati per impedire alle Forze di Polizia la loro individuazione. Ai server, localizzati nella Repubblica Ceca, accedevano milioni di utenti interessati a condividere e scaricare illecitamente enormi quantita' di canzoni, film e programmi informatici. I dati statistici evidenziavano un trend in continua crescita: circa 800.000 accessi ogni mese, da parte di utenti per lo piu' italiani (circa l'80%), che collocavano il sito tra gli 80 piu' popolari nel nostro Paese.
L'anonimato che secondo le indagini i componenti dello staff si erano garantiti con l'utilizzo di nomi in codice e' stato superato grazie alla ricostruzione delle tracce lasciate dalle donazioni effettuate dagli utenti per consentire agli amministratori del sito il suo sviluppo, attraverso l'utilizzo di canali di pagamento internazionali on line. Tali rapporti ed un conto corrente postale di riferimento in Italia, come la registrazione del dominio internet, sono pero' risultati intestati ad un nominativo di fantasia, grazie all'opera di prestanome resa da uno degli indagati utilizzando un documento fasullo. Dopo essere risaliti all'identita' della persona, residente a Rimini, le successive perquisizioni hanno permesso di individuare i nominativi di due degli amministratori del sito, uno dei quali della stessa citta' della riviera romagnola (tra l'altro dipendente di una societa' di videonoleggio all'interno della quale sono stati rinvenuti e sequestrati circa 700 dvd masterizzati) e il fondatore del sito, di Campobasso. I militari hanno sequestrato anche il saldo dei conti correnti e le carte Poste Pay usate dagli indagati per la raccolta e l'utilizzo dei fondi provenienti dalle donazioni degli utenti.
Le indagini, coordinate dal pm Giancarlo Mancusi, sono state in grado di superare i numerosi ostacoli frapposti dagli indagati per impedire alle Forze di Polizia la loro individuazione. Ai server, localizzati nella Repubblica Ceca, accedevano milioni di utenti interessati a condividere e scaricare illecitamente enormi quantita' di canzoni, film e programmi informatici. I dati statistici evidenziavano un trend in continua crescita: circa 800.000 accessi ogni mese, da parte di utenti per lo piu' italiani (circa l'80%), che collocavano il sito tra gli 80 piu' popolari nel nostro Paese.
L'anonimato che secondo le indagini i componenti dello staff si erano garantiti con l'utilizzo di nomi in codice e' stato superato grazie alla ricostruzione delle tracce lasciate dalle donazioni effettuate dagli utenti per consentire agli amministratori del sito il suo sviluppo, attraverso l'utilizzo di canali di pagamento internazionali on line. Tali rapporti ed un conto corrente postale di riferimento in Italia, come la registrazione del dominio internet, sono pero' risultati intestati ad un nominativo di fantasia, grazie all'opera di prestanome resa da uno degli indagati utilizzando un documento fasullo. Dopo essere risaliti all'identita' della persona, residente a Rimini, le successive perquisizioni hanno permesso di individuare i nominativi di due degli amministratori del sito, uno dei quali della stessa citta' della riviera romagnola (tra l'altro dipendente di una societa' di videonoleggio all'interno della quale sono stati rinvenuti e sequestrati circa 700 dvd masterizzati) e il fondatore del sito, di Campobasso. I militari hanno sequestrato anche il saldo dei conti correnti e le carte Poste Pay usate dagli indagati per la raccolta e l'utilizzo dei fondi provenienti dalle donazioni degli utenti.
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