Scarsa trasparenza nella filiera dei generi alimentari
Dal 26 settembre al 10 ottobre, 102 associazioni locali di UFC-Que Choisir hanno provveduto a rilevare in 250 negozi i prezzi di tre prodotti alimentari "poco trasformati". Obiettivo? Verificare la differenza tra prezzo all'origine e finale. Dopo i controlli l'associazione dei consumatori ha inviato una lettera ai distributori per sapere come vengono formati i prezzi, ma le risposte soddisfacenti sono state pochissime. Vige l'opacità. Tra il 1992 e il 2000, mentre il prezzo agricolo del latte è sceso del 5%, nei negozi è salito del 22%. In quanto alla carne di maiale, alla produzione è calato del 26%, sullo scaffale e' balzato del 25%. Per il pollo lo scarto è tra +2% all'origine e +41% al cliente finale.
La spesa alimentare copre il 15,5% del bilancio domestico (escluso l'alcol), secondo i dati Insee del 2006. Perciò UFC chiede per i prodotti alimentari grezzi o poco trasformati un "coefficiente moltiplicatore", che stabilisca un rapporto tra prezzo d'acquisto e prezzo di vendita, come esiste nell'ortofrutta.
La spesa alimentare copre il 15,5% del bilancio domestico (escluso l'alcol), secondo i dati Insee del 2006. Perciò UFC chiede per i prodotti alimentari grezzi o poco trasformati un "coefficiente moltiplicatore", che stabilisca un rapporto tra prezzo d'acquisto e prezzo di vendita, come esiste nell'ortofrutta.
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