Scegliere i cibi che meno danneggiano il clima
"Un chilo di fiocchi d'avena genera 0,8 kg di Co2". Questo tipo d'indicazione sarà presto leggibile sulle confezioni vendute in Svezia -il primo Paese europeo a voler adottare l'etichetta alimentare contro i gas serra. Se gli altri governi europei si concentrano soprattutto su auto e lampade poco energivore, la Svezia ritiene utile sensibilizzare i consumatori sul fatto che anche il cibo contribuisce al surriscaldamento del pianeta. Si calcola infatti che il 20%-30% dei danni ambientali causati dalla quotidianità dipenda da ciò che gli europei mangiano e bevono -considerati tutti i passaggi, dalla produzione al trasporto alla vendita.
I generi alimentari, la cui produzione comporti il 25% di gas serra in meno rispetto alla media dei prodotti della stessa categoria avranno un contrassegno particolare. Inizialmente lo si troverà solo sui prodotti nazionali, tra cui carne, latte, verdura e cereali, ma sono già in preparazione i criteri da applicare agli alimenti importati.
Un pranzo ideale per la salvaguardia del clima? Carote, patate, pollo e frutti di bosco.
I generi alimentari, la cui produzione comporti il 25% di gas serra in meno rispetto alla media dei prodotti della stessa categoria avranno un contrassegno particolare. Inizialmente lo si troverà solo sui prodotti nazionali, tra cui carne, latte, verdura e cereali, ma sono già in preparazione i criteri da applicare agli alimenti importati.
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