Mercoledì 10 giugno 2026
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Scende il consumo di superalcolici ma raddoppia quello della birra

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Incredibile a dirsi ma in Italia si e' addirittura dimezzato il consumo dell'alcol negli ultimi trent'anni mentre e' raddoppiato quello della birra specialmente tra i giovani. Se infatti dal '75 ad oggi il calcolo fatto sul consumo di alcol puro (quindi superalcolici, vino e la stessa birra) e' passato dai 14 litri a testa per ogni italiano a meno di 7 litri, si puo' constatare nel dettaglio che sia per i superalcolici che per il vino il consumo e' notevolmente sceso: da 4-5 litri di superalcolici del '75 a circa 1 litro degli ultimi anni e dai 100 litri pro-capite del vino ai 45 litri attuali. Tutto cambia invece per la birra che si sta prendendo la sua riscossa: il suo consumo infatti e' raddoppiato passando dai 15 litri a testa di 30 anni fa ai 30 litri di oggi. Lo rileva con un certo orgoglio il Presidente dell'Associazione degli industriali della birra e del malto (Assobirra), Piero Perron che sottolinea come il 95% circa del consumo di questa bevanda riguardi le basse gradazioni alcoliche (intorno ai 5 gradi) e l'1% addirittura la birra analcolica. Un mercato quest'ultimo che si sta facendo strada anche da noi e che ha ormai raggiunto i 18 milioni litri di bottiglie vendute (l'1% appunto dei 18 milioni di ettolitri del venduto totale annuo). "Siamo ancora lontani dai numeri della Spagna dove il consumo della birra analcolica e' addirittura il 10% di tutta la birra consumata, cio' significa che uno spagnolo su 10 la preferisce analcolica ed anzi la trova anche alla spina".

A questo proposito Perron ricorda che da diversi anni Assobirra ha costituito un Osservatorio su "i giovani e l'alcol" per cui la conoscenza di questa fetta di mercato ha reso possibile diverse azioni per monitorare e rendere sicuro il consumo di questa bevanda. Ad esempio sulle etichette si rimanda al sito clicca qui dove vengono spiegati gli effetti deleteri dell'alcol qualora se ne abusasse; e' stato inoltre fatto un accordo con "Radio 105" affinche' i giovani lancino ad altri giovani messaggi via etere anche su loro esperienze personali invitandoli alla responsabilita'. "Si sa che i giovani non gradiscono commenti dall'alto - rileva Perron - dunque lasciamo che parlino tra loro e che cambino la mentalita' di coloro che ritengono che uno che si prende "una bella sbronza" e' uno "che ci sa fare".

Da parte nostra di fronte all'avanzare di bibite cosiddette "ready to drink" che, abbinando un gusto dolce al sapore di frutta, abituano i giovani all'uso di superalcolici, ci siamo imposti un codice etico nella produzione e nella commercializzazione della birra. Ad esempio nessuna nostra pubblicita' e' indirizzata, e tantomeno velatamente, ai minori ne' questi compaiono negli spot o nella cartellonistica. Il consumo della birra infatti non deve suggerire successi sessuali o comunque successi in genere. Tutto sommato i giovani d'oggi bevono la meta' di quanto non facessero i loro padri,  bisogna solo insegnar loro a bere durante i pasti e a non cadere nella trappola della sbronza del sabato sera aggravata magari dall'assunzione di droghe o altre sostanze tossiche. La nostra birra e' associata ad un'immagine di giovinezza gioiosa e piena di salute per cui ogni abuso e' controproducente sia per chi esagera che per lo stesso mercato.
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