Giovedì 11 giugno 2026
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Scienza e diplomazia sono alleati naturali. Ministro Emma Bonino

U.E. - ITALIA
Notizia ·
"Scienza e diplomazia sono alleate naturali. Non c'e' sfida globale che la diplomazia possa illudersi di vincere senza l'aiuto della scienza". Con queste parole, il ministro degli Esteri Emma Bonino, ha cominciato il suo intervento di apertura della riunione degli addetti scientifici alla Farnesina. Una due giorni in cui scienziati, tecnici e diplomatici faranno il punto della situazione sullo stato attuale e sul futuro della ricerca scientifica con l'obiettivo di fornire indicazioni sulle prospettive di internazionalizzazione del nostro sistema universitario e dei nostri centri di ricerca e sulle modalita' attraverso cui la ricerca scientifica puo' essere impiegata al meglio per garantire una piu' capillare e radicata attivita' delle aziende italiane sui mercati esteri. "Non sempre, pero' scienza e diplomazia sono state capaci di dialogare e sfruttare le loro sinerdie - ha proseguito il capo della diplomazia italiana -. Troppo spesso, e non per colpa loro, gli scienziati sono rimasti ai margini dei processi decisionali di politica estera, mentre le questioni sui tavoli negoziali diventavano sempre piu' complesse. E' necessario un cambio di passo - ha sottolineato Bonino -. Per questo, a distanza di piu' di dieci anni, torniamo a riunire alla Farnesina gli addetti scientifici che operano nelle nostre rappresentanze diplomatiche e consolari. E lo facciamo anche spinti dalla ferma convinzione che le interazioni tra scienza e diplomazia siano particolarmente necessarie in questo momento difficile che sta vivendo l'Italia".

Diplomazia per la crescita significa anche favorire incontro scienziati-imprenditori "In un Paese come il nostro, privo di materie prime ma ricco della 'materia prima' per eccellenza - intelligenza e talento - la ricerca e l'innovazione sono componenti imprescindibili del dinamismo delle imprese - ha sottolineato il ministro -. Sarebbe illusorio pensare di essere competitivi nel mercato globale puntando solo sui prezzi concorrenziali: ci sara' sempre un produttore o un fornitore in grado di fare proposte piu' economiche. La diplomazia per la crescita, prima priorita' del mio mandato, significa allora anche favorire il terreno di incontro tra scienziati e imprenditori. Con questo spirito ho voluto che la cabina di regia per l'Italia internazionale, qui riunitasi la scorsa settimana, rivolgesse un'attenzione particolare alle imprese innovative e con un alto tasso di digitalizzazione. Queste imprese sono una parte importante del nostro tessuto produttivo e possono essere un bel biglietto da visita per tutto il Paese, perche' raccontano un?Italia dinamica, tecnologica, che sa innovare e posizionarsi sulla frontiera. Dobbiamo inoltre compiere ogni sforzo per cogliere insieme le opportunita' di crescita che ci offre l'Europa con i finanziamenti alla ricerca. Lo Spazio Europeo della Ricerca e' una realta' e con il Programma Quadro 'Horizon 2020' acquisira' ancora maggiore spessore, grazie a un maggiore stanziamento di risorse. Non solo non possiamo piu' permetterci il lusso di sprecarle o sottoutilizzarle - ha detto il ministro -, come avvenuto in passato, ma dobbiamo anche esplorare nuove forme di finanziamento, favorendo a esempio i partenariati tra il pubblico e il privato".

"E a chi dovesse avere dubbi su perche' finanziare la ricerca in tempi di crisi, possiamo ricordare la risposta di Faraday alla domanda del ministro delle Finanze britannico, Gladstone, sul valore pratico dell'elettricita': one day sir, you may tax it. La ricerca ci puo' aiutare a uscire di slancio dalla crisi, aumentando la produttivita' complessiva del sistema e creando nuova ricchezza per le imprese e per lo Stato - ha affermato Bonino -. Gli addetti scientifici hanno un ruolo cruciale per mettere la ricerca al centro dell'azione di rilancio dell'economia e della mentalita' del Paese. Possono aiutare a fare rete, a condividere informazioni, a anticipare e cogliere opportunita' di collaborazione, a coinvolgere di piu' gli scienziati negli sforzi di internazionalizzazione delle imprese, specialmente di quelle piccole e medie che non sempre hanno gli strumenti per restare al passo con le continue accelerazioni del progresso tecnologico. Invito quindi le associazioni imprenditoriali a riflettere su come meglio stimolare e facilitare le sinergie con gli addetti scientifici. Questi possono contribuire anche a rinnovare la mentalita' dell'Italia, che deve uscire dal guscio del provincialismo, superare la paura dei cervelli in fuga e aiutare piuttosto i nostri talenti all'estero a fare esperienza e poi tornare in Italia. Per accrescere la nostra competitivita', occorre metterci di piu' in gioco, attrarre i 'cervelli in movimento', entrare in rete con loro, avere un approccio aperto al mondo globale .Questa considerazione mi spinge a formulare un'altra osservazione - ha detto il capo della diplomazia italiana -. Gli scienziati condividono con i diplomatici un approccio pluralistico volto al superamento di steccati ideologici e culturali, e basato sul desiderio di curiosita', il senso di critica, la capacita' di ascoltare l'altro e di comprendere cio' che e' diverso".

 "Questa attitudine e' ossigeno per il mondo moderno: e' il migliore antidoto contro ogni forma di fanatismo e autoritarismo - ha ricordato il ministro -. Scienza e diplomazia possono lavorare fianco a fianco per promuovere i valori universali della tolleranza e della liberta'. Del resto, non ci puo' essere ricerca senza la possibilita' di tentare e di sbagliare. E, come diceva Einaudi, 'trial and error' sono 'le caratteristiche dei regimi liberi'. E sono anche le qualita' dell'imprenditore, che per avere successo deve avere la liberta' di rischiare. Le campagne per fare avanzare la liberta' di ricerca sono quindi uno strumento per promuovere in senso piu' ampio le liberta' fondamentali. C'e' un'altra ragione per cui la scienza e la diplomazia sono alleate. Il prestigio del patrimonio scientifico si riflette sul soft power di un Paese. L'anno scorso, in una fase molto critica per il Paese, l'immagine e la reputazione dell'Italia si sono giovate dalle straordinarie scoperte del Cern, alle quali hanno contribuito tanti scienziati - italiani e stranieri -, coordinati da una donna che ci ha reso orgogliosi: Fabiola Gianotti, indicata dalla rivista TIME la quinta persona piu' importante del 2012. Una ragione in piu' per valorizzare la presenza italiana nei centri internazionali di ricerca. Ci sono quindi tutte le premesse per intensificare la collaborazione tra i ministeri degli Esteri e dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca. Penso ad esempio all'azione di valorizzazione delle potenzialita' innovative dell'Expo 2015 - ha concluso Bonino - che gli addetti scientifici possono realizzare all'estero".
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