Sabato 6 giugno 2026
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Scienza e Vita: no alla liberta' di scelta per i pazienti

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Il testamento biologico e' 'un tradimento del prendersi cura del paziente. Decidere quando ancora si sta in salute, se farsi curare o meno, senza sapere niente, non ha senso e rende questo strumento vuoto di significato'. E' quanto sostiene Maria Luisa Di Pietro, presidente di Scienza e Vita a Roma, nel corso del seminario: 'Primo: non abbandonare', organizzato dall'Universita' cattolica di Roma. Ben diversa e' la situazione invece, secondo Di Pietro, 'del paziente che gia' sta male e programma col proprio medico il suo percorso di cura'. Su questo punto e' intervenuto anche Adriano Pessina, direttore del centro di bioetica dell'Universita' cattolica, promotore un anno fa del manifesto contro l' abbandono, l'accanimento terapeutico e l'eutanasia. 'Prima di teorizzare il diritto alla rinuncia alla cura bisogna essere certi che la societa' offra effettivamente gli strumenti terapeutici necessari. In alcuni caso la scelta di sospendere le cure e' dettata dalla disperazione di un contesto socio-assistenziale insufficiente'. E' necessario quindi 'migliorare l'intervento clinico e sociale - ha proseguito Pessina - per cambiare la logica del prendersi cura'. Due le richieste che Scienza e vita avanza al governo: 'Incrementare la rete di assistenza domiciliare per i malati cronici e inguaribili - ha concluso Di Pietro - e moltiplicare il numero di strutture in cui poter seguire i pazienti oncologici, neurodegenerativi e in stato vegetativo'.    
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