Scontro Minniti-Bocchino sul reato di clandestinita'. La Lega: se non ci fosse stata la Costituzione...
"Sull'immigrazione il governo continua a percorrere una strada confusa, contraddittoria, di cui davvero non si riesce a comprendere l'obiettivo. Il Partito democratico si riserva di valutare nel merito le singole proposte, ma di certo l'opposizione al reato d'immigrazione clandestina resta netta ed in sintonia con settori sempre piu' ampi ed autorevoli della societa' italiana". Lo dichiara in una nota Marco Minniti, ministro ombra dell'Interno.
"La cosa che piu' sconcerta tuttavia e' che mentre si discute in maniera confusa di provvedimenti inefficaci e controproducenti, nel Sud del nostro Paese c'e' un attacco aperto alla sovranita' dello Stato e si continua a sparare e morire. Sarebbe utile che la si smettesse con proclami ed annunci e ci si occupasse - conclude - della sicurezza degli italiani qui ed ora".
Replica di Italo Bocchino, vice capogruppo vicario del Pdl alla Camera. 'Minniti, anziche' contestare una misura gia' prevista in Francia, Germania e Gran Bretagna, dica cosa pensa della cancellazione dei benefici per i recidivi e dell'aumento della pena per reati che creano allarme sociale. Per tranquillizzare quei settori di societa' civile a cui fa riferimento ci ricordi anche come ha votato sull'indulto cosi' tutti scopriranno che e' uno dei responsabili dell'aumento dei reati'.
"Una cosa e' importante da chiarire. Perche' un decreto legge e un disegno di legge? Perche' tante cose il Presidente della Repubblica, che e' il rigoroso difensore della Costituzione, non consente che vengano introdotte per decreto nel nostro codice penale o di procedura penale". Roberto Castelli derubrica, con questa definizione del Capo dello Stato, a questione "meramente tecnica" il dibattito sull'inasprimento delle norme per il contrasto all'immigrazione clandestina.
L'esponente leghista ribadisce quindi che "il reato di clandestinita' non abbiamo potuto metterlo in un decreto legge perche' il Presidente della Repubblica non lo avrebbe mai ammesso". Un modo per osservare che la contraddizione che gli viene contestata da Lucia Annunziata "non e' questione dalla Lega o di Berlusconi, e' che per il Presidente della Repubblica certe norme non si possono far passare per decreto legge, ergo vanno messe in un disegno di legge".
Nello specifico, l'ex Guardasigilli osserva che "prevedere pene da 1 a 4 anni non significa comminarne subito 4, e' impensabile. Il magistrato ne comminera' due, dopodiche' scatta la sospensione della pena e l'espulsione. Quindi la norma vuol dire meno processi, meno delitti e meno detenuti".
"La cosa che piu' sconcerta tuttavia e' che mentre si discute in maniera confusa di provvedimenti inefficaci e controproducenti, nel Sud del nostro Paese c'e' un attacco aperto alla sovranita' dello Stato e si continua a sparare e morire. Sarebbe utile che la si smettesse con proclami ed annunci e ci si occupasse - conclude - della sicurezza degli italiani qui ed ora".
Replica di Italo Bocchino, vice capogruppo vicario del Pdl alla Camera. 'Minniti, anziche' contestare una misura gia' prevista in Francia, Germania e Gran Bretagna, dica cosa pensa della cancellazione dei benefici per i recidivi e dell'aumento della pena per reati che creano allarme sociale. Per tranquillizzare quei settori di societa' civile a cui fa riferimento ci ricordi anche come ha votato sull'indulto cosi' tutti scopriranno che e' uno dei responsabili dell'aumento dei reati'.
"Una cosa e' importante da chiarire. Perche' un decreto legge e un disegno di legge? Perche' tante cose il Presidente della Repubblica, che e' il rigoroso difensore della Costituzione, non consente che vengano introdotte per decreto nel nostro codice penale o di procedura penale". Roberto Castelli derubrica, con questa definizione del Capo dello Stato, a questione "meramente tecnica" il dibattito sull'inasprimento delle norme per il contrasto all'immigrazione clandestina.
L'esponente leghista ribadisce quindi che "il reato di clandestinita' non abbiamo potuto metterlo in un decreto legge perche' il Presidente della Repubblica non lo avrebbe mai ammesso". Un modo per osservare che la contraddizione che gli viene contestata da Lucia Annunziata "non e' questione dalla Lega o di Berlusconi, e' che per il Presidente della Repubblica certe norme non si possono far passare per decreto legge, ergo vanno messe in un disegno di legge".
Nello specifico, l'ex Guardasigilli osserva che "prevedere pene da 1 a 4 anni non significa comminarne subito 4, e' impensabile. Il magistrato ne comminera' due, dopodiche' scatta la sospensione della pena e l'espulsione. Quindi la norma vuol dire meno processi, meno delitti e meno detenuti".
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