Scontro nel governo per misure 'disumane' sull'immigrazione
E' guerra aperta nel governo israeliano del premier Benyamin Netanyahu fra il ministro del Turismo e quello dell'Interno in materia di politica dell'immigrazione: impostata da quest'ultimo con misure draconiane che il primo contesta come 'disumane'.
La controversia e' rimbalzata sui media dopo che il titolare del Turismo, Stas Misezhnikov, esponente russofono di un partito di destra radicale (Israel Beitenu), ma laico, ha scritto una lettera aperta al premier per denunciare come un danno grave all'immagine del Paese - oltre che ai suoi interessi turistici - le direttive emanate contro l'immigrazione illegale dal ministro dell'Interno, Eli Yishai: leader di una formazione della destra religiosa (Shas).
Misezhnikov condanna in particolare il trattamento - con tanto di fermo di polizia - inflitto nei giorni scorsi a una ragazza peruviana sbarcata a Tel Aviv per incontrare il fidanzato israeliano. Un trattamento dovuto ai sospetti di un presunto desiderio d'immigrazione clandestina (la ragazza aveva poco denaro con se'), ma anche - accusano le voci critiche - all'ostilita' ideologica della destra confessionale contro ogni idea di matrimonio misto fra ebrei e non ebrei.
Di qui la polemica di Misezhnikov (il cui partito rappresenta in larga parte una comunita' come quella d'origine russa nella quale le unioni miste sono invece diffuse), che chiede a Netanyahu una riunione chiarificatrice del governo sul tema.
Anche perche' - osserva - scandali del genere 'producono un'eco pubblica che presenta l'immagine d'Israele come quella di uno Stato insensibile e disumano'. Un danno, conclude, che 'diverra' irreversibile se la politica attuale del dicastero dell'Interno non sara' subito modificata'.
La controversia e' rimbalzata sui media dopo che il titolare del Turismo, Stas Misezhnikov, esponente russofono di un partito di destra radicale (Israel Beitenu), ma laico, ha scritto una lettera aperta al premier per denunciare come un danno grave all'immagine del Paese - oltre che ai suoi interessi turistici - le direttive emanate contro l'immigrazione illegale dal ministro dell'Interno, Eli Yishai: leader di una formazione della destra religiosa (Shas).
Misezhnikov condanna in particolare il trattamento - con tanto di fermo di polizia - inflitto nei giorni scorsi a una ragazza peruviana sbarcata a Tel Aviv per incontrare il fidanzato israeliano. Un trattamento dovuto ai sospetti di un presunto desiderio d'immigrazione clandestina (la ragazza aveva poco denaro con se'), ma anche - accusano le voci critiche - all'ostilita' ideologica della destra confessionale contro ogni idea di matrimonio misto fra ebrei e non ebrei.
Di qui la polemica di Misezhnikov (il cui partito rappresenta in larga parte una comunita' come quella d'origine russa nella quale le unioni miste sono invece diffuse), che chiede a Netanyahu una riunione chiarificatrice del governo sul tema.
Anche perche' - osserva - scandali del genere 'producono un'eco pubblica che presenta l'immagine d'Israele come quella di uno Stato insensibile e disumano'. Un danno, conclude, che 'diverra' irreversibile se la politica attuale del dicastero dell'Interno non sara' subito modificata'.
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