Scontro fra Stato e Chiesa sulla Costituzione
Il segretario generale della Conferenza episcopale dell'Ecuador (Cee), mons. Nicolas Dousdebes, ha sollecitato il governo del presidente Rafael Correa a rispettare le posizioni critiche della Chiesa sulla nuova Costituzione. Lo riferisce la stampa di Quito. Proseguendo un braccio di ferro in corso da mesi sui contenuti della Carta Magna, l'alto prelato ha inviato a Correa una lettera in cui scrive fra l'altro: 'La prego di rispettare, pur se lei non le condivide, le opinioni dei vescovi e dei sacerdoti della Chiesa a cui lei stesso appartiene'. Dousdebes ha sottolineato poi che i religiosi, come tutte le persone, hanno 'il diritto a esprimere la propria opinione su qualsiasi tema' come indicato dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e che quindi sono 'liberi di manifestare il nostro disaccordo (...), soprattutto su questioni che riguardano la morale e la vita'. La presa di posizione del segretario della Cee arriva dopo che nei giorni scorsi il presidente Correa aveva duramente attaccato i membri della gerarchia cattolica ecuadoriana, definiti 'tristi fantasmi', per la loro opposizione alla nuova Costituzione, che lascia aperti spiragli ad aborto e unioni gay, e che verra' sottoposta a referendum popolare il 28 settembre. Anche se la Chiesa ha sempre detto di non fare gli interessi di nessun gruppo politico, domenica scorsa l'arcivescovo di Guayaquil ha invitato a partecipare a una messa, cui hanno partecipato migliaia di persone, per riflettere sulla maniera in cui il nuovo testo costituzionale affronta i temi della 'vita, la pace e la famiglia'.
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