Scozia. Giustizia, suicidio assistito "atto di compassione": niente carcere
Ha agito per compassione, l'ex guardia penitenziaria che ha aiutato la sua compagna a morire.
Patricia Mulpeter, di Glasgow, acconsenti' ad aiutare Kaija Savolainen nel suicidio per porre fine alla cerrosi epatica provocata dall'alcol. La Savolainen e' morta soffocata, e la Mulpeter porto' dopo il corpo ad un commissariato di Devon. Le donne, insieme da oltre 30 anni, fecero un patto per il suicidio assistito dopo che alla Savolainen, originaria della Finlandia, fu diagnosticata la cirrosi al fegato. Per il giudice del processo, la Mulpeter merita "compassione e non punizione".
La Mulpeter fu accusata di omicidio, ma nel processo e' stato riconosciuto che non ha avuto un ruolo attivo nel decesso, ma ha offerto solo "supporto morale, in un atto d'amore finale".
La sentenza ha previsto sei mesi di detenzione, e per il giudice era chiaro che il gesto e' stato compiuto per compassione. "La loro fu una relazione d'amore, e l'atto e' stato compiuto per amore. L'eutanasia e' stata il soggetto del dibattito, ma per la nostra legge aiutare al suicidio, o anche solo incoraggiarlo rimane un grave crimine, e per questo deve esserci una condanna, ma io la sospendo per un anno, e chiedo la liberta' vigilata per i prossimi tre mesi".
Patricia Mulpeter, di Glasgow, acconsenti' ad aiutare Kaija Savolainen nel suicidio per porre fine alla cerrosi epatica provocata dall'alcol. La Savolainen e' morta soffocata, e la Mulpeter porto' dopo il corpo ad un commissariato di Devon. Le donne, insieme da oltre 30 anni, fecero un patto per il suicidio assistito dopo che alla Savolainen, originaria della Finlandia, fu diagnosticata la cirrosi al fegato. Per il giudice del processo, la Mulpeter merita "compassione e non punizione".
La Mulpeter fu accusata di omicidio, ma nel processo e' stato riconosciuto che non ha avuto un ruolo attivo nel decesso, ma ha offerto solo "supporto morale, in un atto d'amore finale".
La sentenza ha previsto sei mesi di detenzione, e per il giudice era chiaro che il gesto e' stato compiuto per compassione. "La loro fu una relazione d'amore, e l'atto e' stato compiuto per amore. L'eutanasia e' stata il soggetto del dibattito, ma per la nostra legge aiutare al suicidio, o anche solo incoraggiarlo rimane un grave crimine, e per questo deve esserci una condanna, ma io la sospendo per un anno, e chiedo la liberta' vigilata per i prossimi tre mesi".
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