Screening embrionale e Corte Strasburgo. Interviene Cecos Italia
''La Corte Europea ha dichiarato ammissibile'' il ricorso di una coppia italiana affetta da fibrosi cistica fatta al Tribunale europeo dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo.Entrambi portatori di fibrosi cistica, hanno gia' un figlio con la fibrosi cistica , malattia genetica che si trasmette in un caso su quattro al nascituro; la coppia chiede di poter ricorrere alla fertilizzazione in vitro, non perché infertile, ma per poter effettuare uno screening embrionale e far nascere un bimbo sano.
Il CECOS ribadisce che oggi , infatti, le tecniche di Procreazione Assistita, in più di 15 paesi, non vengono applicate nelle coppie solo per la cura dell’infertilità ma anche, attraverso la Diagnosi reimpianto, per identificare embrioni sani nei casi di soggetti portatori di malattie geneticamente trasmissibili .
La Presidente CECOS, Elisabetta Coccia, inoltre, sottolinea che esistono già gli strumenti politici in Italia: basterebbe “rispolverare” il DL 3022 integrazione alla L.40 che nel 2004 venne presentata dal FI per consentire il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita ai soggetti fertili portatori di malattie genetiche o infettive trasmissibili. Nel DL3022 si stabiliva che sarebbero state identificate le "patologie di rischio" sulla base di un elenco definito con decreto del Ministro della Salute, da emanarsi, sentiti il Comitato nazionale per la bioetica, il Consiglio superiore di sanità e l'Istituto superiore di sanità.
Non consentire in Italia la Diagnosi Preimpianto in casi selezionati non frena la coppia malata dal seguire la “Reale possibilità di aver bambino sano attraverso una tecnica ormai ampiamente validata” bensì favorisce il “Turismo Procreatico” con alti costi economici per la coppia , ma soprattutto socio-sanitari per il nostro Paese legati all’assenze dal lavoro, ai farmaci, oltre che ai rischi per la salute o di incorrere in truffe.
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