Se Amato si occupa "umanamente" di immigrati
Una "raccomandazione". Sarebbe questo l'unico modo per risolvere i problemi di colf, baby sitter o badanti extracomunitarie alle prese con la burocrazia. È stato Giuliano Amato a fare questa fotografia del complesso mondo dell'immigrati quando devono regolarizzare la loro posizione davanti all'amministrazione dello Stato. Lo ha fatto ieri alla Camera, durante l'audizione alla commissione Affari costituzionali, sulla base di un ricordo personale. Secondo il capo del Viminale "abbiamo una cura degli immigrati che non abbiamo di noi stessi, a volte: vogliamo che vivano in un alloggio assolutamente regolare, che abbia un certo numero di metri quadri, non di meno e, se nasce un bambino, i metri quadri devono aumentare. Vorremmo che qualcuno andasse da una giovane coppia italiana che si e' sposata, che ha potuto permettersi solo 35 metri quadrati e che ha avuto un bambino, e gli dicesse che se ne devono andare, perche' per il loro bambino lo spazio non e' sufficiente? Abbiamo questo amore paterno per i nostri immigrati, pero' vogliamo che lascino la casa, e nessuno si preoccupa di trovargliene un'altra, se nel frattempo gli e' nato un bambino!". Quindi il riferimento al suo caso personale: "È un'esperienza che ho vissuto anch'io - tutti noi le viviamo, perche' c'e' sempre un immigrato o un'immigrata della quale ci capita di occuparci -, e il ministero dell'Interno, guidato dal mio predecessore, mi aiuto' umanamente a risolvere questa situazione".
Insomma l'unico modo per risolvere un simile problema sarebbe il ricorso a una raccomandazione e, nel caso di un potente, all'"intercessione" del ministero. E con questo argomento Amato ha sostenuto la necessita' di modificare la legge Bossi-Fini che, a suo dire, costringerebbe gli italiani a ricorrere a metodi che in altri paesi, quando a farvi ricorso sono uomini pubblici, determinano conseguenze sulle quali, forse, il titolare del Viminale non ha riflettuto, quando si e' lasciato andare a questa confidenza. Immigrati, permessi di soggiorno, colf e nanny hanno provocato, infatti, qualche problema a diversi uomini delle istituzioni. Bernard Kerik, ex capo della Polizia di New York, che George Bush vuole come segretario per la sicurezza del territorio nazionale, rinuncia all'incarico proprio a causa di una collaboratrice domestica. È il dicembre 2004: riesamina lo stato delle sue finanze e cosa scopre? Un'immigrata, che aveva lavorato per lui tempo addietro come baby sitter e colf, non era in regola, ne' riguardo al permesso di soggiorno ne' da un punto di vista fiscale. "Ho trovato informazioni che sollevano dubbi sulo status di una persona che e' stata alle mie dipendenze. Mi e' anche stato fatto notare che per un certo periodo di tempo i versamenti dovuti in relazione a tale impiego non erano stati fatti". Quanto basta, secondo Kerik, per declinare l'incarico offerto dal presidente Usa, in base al quale avrebbe avuto la supervisione sulle leggi di immigrazione.
Stesso mese e stesso anno, scoppia un nuovo "scandalo", questa volta in Inghilterra e coinvolge il ministro dell'Interno David Blunkett, accusato di aver abusato della propria posizione per alcuni favori all'"amante". La pietra dello scandalo e' rappresentata dalla bambinaia filippina della donna: il ministro avrebbe accelerato le pratiche burocratiche per farle ottenere il permesso di soggiorno. Si scopre che il documento e' stato concesso in soli 19 giorni, rispetto al tempo medio d'attesa di un anno. E con dieci settimane d'anticipo rispetto al termine di quattro anni di residenza, richiesto per avere il soggiorno illimitato. Blunkett si difende ma al contempo rassegna le dimissioni perche' la questione della sua onesta' - dichiara - danneggia il governo di cui fa parte. Ma una baby sitter ha creato imbarazzo anche in casa nostra. O meglio in quella del ministro per le Politiche giovanili e le attivita' sportive Giovanna Melandri, che ospitava in casa sua la colf moldava, una clandestina senza le carte in regola.
(Fonte: Il Velino)
"Le parole di Amato sull'immigrazione sono un buon inizio a cui pero' vanno fatte seguire azioni concrete e immediate. Anche su questo tema, infatti, il centro-sinistra deve segnare una svolta culturale e metodologica rispetto ai cinque anni del governo di centro-destra, che hanno marcato ignobilmente l'Italia in Europa e nel mondo con le norme della Bossi-Fini". E' quanto afferma Pino Sgorbio, Capogruppo dei Comunisti Italiani alla Camera dei Deputati. "Rimettere mano alla legge Bossi-Fini e' il minimo che si possa fare. Anche su questo terreno va recuperata una linea politica capace di invertire la tendenza repressiva e poliziesca con cui il centro-destra si e' mosso in questi anni".
Insomma l'unico modo per risolvere un simile problema sarebbe il ricorso a una raccomandazione e, nel caso di un potente, all'"intercessione" del ministero. E con questo argomento Amato ha sostenuto la necessita' di modificare la legge Bossi-Fini che, a suo dire, costringerebbe gli italiani a ricorrere a metodi che in altri paesi, quando a farvi ricorso sono uomini pubblici, determinano conseguenze sulle quali, forse, il titolare del Viminale non ha riflettuto, quando si e' lasciato andare a questa confidenza. Immigrati, permessi di soggiorno, colf e nanny hanno provocato, infatti, qualche problema a diversi uomini delle istituzioni. Bernard Kerik, ex capo della Polizia di New York, che George Bush vuole come segretario per la sicurezza del territorio nazionale, rinuncia all'incarico proprio a causa di una collaboratrice domestica. È il dicembre 2004: riesamina lo stato delle sue finanze e cosa scopre? Un'immigrata, che aveva lavorato per lui tempo addietro come baby sitter e colf, non era in regola, ne' riguardo al permesso di soggiorno ne' da un punto di vista fiscale. "Ho trovato informazioni che sollevano dubbi sulo status di una persona che e' stata alle mie dipendenze. Mi e' anche stato fatto notare che per un certo periodo di tempo i versamenti dovuti in relazione a tale impiego non erano stati fatti". Quanto basta, secondo Kerik, per declinare l'incarico offerto dal presidente Usa, in base al quale avrebbe avuto la supervisione sulle leggi di immigrazione.
Stesso mese e stesso anno, scoppia un nuovo "scandalo", questa volta in Inghilterra e coinvolge il ministro dell'Interno David Blunkett, accusato di aver abusato della propria posizione per alcuni favori all'"amante". La pietra dello scandalo e' rappresentata dalla bambinaia filippina della donna: il ministro avrebbe accelerato le pratiche burocratiche per farle ottenere il permesso di soggiorno. Si scopre che il documento e' stato concesso in soli 19 giorni, rispetto al tempo medio d'attesa di un anno. E con dieci settimane d'anticipo rispetto al termine di quattro anni di residenza, richiesto per avere il soggiorno illimitato. Blunkett si difende ma al contempo rassegna le dimissioni perche' la questione della sua onesta' - dichiara - danneggia il governo di cui fa parte. Ma una baby sitter ha creato imbarazzo anche in casa nostra. O meglio in quella del ministro per le Politiche giovanili e le attivita' sportive Giovanna Melandri, che ospitava in casa sua la colf moldava, una clandestina senza le carte in regola.
(Fonte: Il Velino)
"Le parole di Amato sull'immigrazione sono un buon inizio a cui pero' vanno fatte seguire azioni concrete e immediate. Anche su questo tema, infatti, il centro-sinistra deve segnare una svolta culturale e metodologica rispetto ai cinque anni del governo di centro-destra, che hanno marcato ignobilmente l'Italia in Europa e nel mondo con le norme della Bossi-Fini". E' quanto afferma Pino Sgorbio, Capogruppo dei Comunisti Italiani alla Camera dei Deputati. "Rimettere mano alla legge Bossi-Fini e' il minimo che si possa fare. Anche su questo terreno va recuperata una linea politica capace di invertire la tendenza repressiva e poliziesca con cui il centro-destra si e' mosso in questi anni".
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