Sei clandestino? Niente prescrizione breve
Il ddl 'abbrevia processi' ora all'esame del Senato rischia di diventare un'arma a doppio taglio per la maggioranza. E' vero che si tratta di un provvedimento che potrebbe risolvere nel giro di qualche mese tutti i problemi giudiziari del premier, come ripete da piu' giorni l'opposizione, ma potrebbe diventare anche l'ennesima occasione di scontro tra la Lega e l'area finiana del Pdl.Motivo del contendere: la norma inserita nel testo ('all'ultimo momento' secondo i finiani) che include nella lista dei reati di grave allarme sociale che non beneficeranno del processo breve, tutti quelli legati all'immigrazione. Come, ad esempio, l'ingresso illegale dei clandestini. Accomunando cosi'(come sostenuto anche nei giorni scorsi dal 'Secolo d'Italia') l'immigrato che viene in Italia alla ricerca di lavoro con il boss mafioso.
'Quella norma - avverte scandendo le parole il deputato finiano Fabio Granata - va senza dubbio tolta dal provvedimento.
Altrimenti non sara' piu' il testo sul quale e' stato raggiunto l'accordo tra Fini e Berlusconi. E' solo una provocazione contro di noi che avevamo proposto leggi come quella per la cittadinanza'.
In casa della Lega, pero', si ostenta altrettanta fermezza.
'Non e' affatto vero, come scrivono alcuni giornali, che con eventuali candidature alle regionali noi saremmo pronti a mollare su alcune cose - spiega un parlamentare del Carroccio - ci sono principi e valori sui quali Bossi non mollera' mai'.
Come quello appunto della crociata anti-immigrati, avviata con il pacchetto sicurezza e ribadita in questo ddl per i processi-brevi. 'Quello dell'immigrazione - conferma il senatore leghista Sandro Mazzatorta - e' un problema grave che porta inevitabilmente a ricomprendere nella lista del ddl tutti quei reati compresi anche nella Bossi-Fini'.
Ma sul provvedimento messo a punto dal legale del premier e deputato del Pdl Niccolo' Ghedini c'e' anche un altro scontro in atto: quello tra maggioranza e opposizione al Senato. I vertici del gruppo Pdl Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello contestano al presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro di aver firmato nel 2006 un provvedimento molto simile a quello del processo breve. Allargato peraltro anche ai reati gravissimi come quelli di mafia. Secca la replica dell'interessata: 'Il nostro era un testo ben diverso dal vostro' che ha invece come 'unico obiettivo quello di salvare il premier dai suoi processi'.
Ed e' proprio al premier che si rivolge l'autore di 'Gomorra' Roberto Saviano. Con una lettera inviata a 'La Repubblica' chiede a Berlusconi di ritirare 'la norma del privilegio' perche' non si tratta di una 'questione politica', ne' 'ideologica', bensi' di 'diritto'. Non si puo' 'cancellare cosi' - afferma - la speranza di chi da anni attende giustizia'. Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, intanto, invita i poli a trovare una soluzione: la famosa 'terza via' che lui ieri ha indicato nella riedizione del Lodo Alfano per via costituzionale.
Comunque che il testo del ddl possa subire modifiche e' probabile visto che lo stesso presidente del Senato Renato Schifani non lo esclude affermando che il Parlamento 'esiste anche per migliorare testi e renderli invulnerabili alle censure'.
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