Sei italiani su dieci favorevoli a maggiore ruolo privato nella sanita'
Il 59% degli italiani ha fiducia del privato nell'attuazione, totale o parziale, di un servizio pubblico, come ad esempio la sanita'. E' questo il risultato di una ricerca effettuata dall'istituto Ispo e presentata da Renato Mannheimer nel corso dell'assemblea nazionale dell'Aiop (l'Associazione italiana ospedalita' privata) in corso ad Altafiumara di Villa San Giovanni. Alla domanda 'lei affiderebbe ad un privato l'attuazione parziale o totale di un servizio pubblico - come ad esempio la sanita' - a parita' di costi, di qualita' e di sicurezza?', il 17% ha risposto 'lo affiderei totalmente ad un privato', il 42% 'si, lo affiderei parzialmente anche ad un privato', mentre il 39% ha risposto no. Dalla ricerca emerge anche che per il 60% degli intervistati, in materia di sanita' 'e' meglio la libera competizione tra strutture private e pubbliche', mentre il 35% si dice favorevole al monopolio pubblico. Il 30% degli intervistati ha detto poi di conoscere con chiarezza la disposizione che permette di utilizzare sia ospedali pubblici che ospedali privati ed il 44% (con un totale, dunque, del 74%) ha detto di conoscerla avendone una vaga idea. Dalla ricerca emerge poi che il 78% degli intervistati esprime un giudizio positivo (molto il 31% e abbastanza il 47%) sulla possibilita' di utilizzare ospedali pubblici e ospedali accreditati a parita' di costo.
La ricerca Ispo presentata oggi nel corso dell'assemblea annuale dell'Aiop, 'conferma la tendenza di uno spostamento progressivo di consensi verso le strutture a gestione privata'. A sostenerlo e' stato il presidente dell'Aiop, Enzo Paolini. 'Muovendo da questi dati e da analisi piu' complesse che portano nella stessa direzione, come ospedalita' privata abbiamo maturato la decisione di porre al nuovo governo l'opportunita' di una riforma sanitaria o di una revisione sanitaria in senso realmente liberale per affermare, tra pubblico e privato, una reale parita' di posizione ed una competizione corretta e trasparente, garantendo la libera scelta del cittadino al quale interessano realisticamente cure e guarigione, risultando del tutto irrilevante se la struttura cui si e' rivolto e' a gestione pubblica o a gestione privata'. Spiegando perche' il favore dei cittadini si indirizza verso il privato, Paolini ha sostenuto che 'una prima spiegazione potrebbe essere che le inefficienze e le cronache negative che vanno sempre piu' connotando le strutture pubbliche finiscono inevitabilmente per favorire quelle private. Puo' darsi che anche questo incida sul risultato finale ma in misura marginale. Il giudizio positivo riguarda prevalentemente la qualita' dei servizi e delle prestazioni'. 'Bisogna poi considerare - ha sostenuto Paolini - che fino a qualche anno fa il grosso dell'utenza non era a conoscenza dell'assoluta parita' fra ospedalita' pubblica e privata accreditata, nel senso che il cittadino non doveva pagare nulla di tasca sua come per la struttura pubblica'.
La ricerca Ispo presentata oggi nel corso dell'assemblea annuale dell'Aiop, 'conferma la tendenza di uno spostamento progressivo di consensi verso le strutture a gestione privata'. A sostenerlo e' stato il presidente dell'Aiop, Enzo Paolini. 'Muovendo da questi dati e da analisi piu' complesse che portano nella stessa direzione, come ospedalita' privata abbiamo maturato la decisione di porre al nuovo governo l'opportunita' di una riforma sanitaria o di una revisione sanitaria in senso realmente liberale per affermare, tra pubblico e privato, una reale parita' di posizione ed una competizione corretta e trasparente, garantendo la libera scelta del cittadino al quale interessano realisticamente cure e guarigione, risultando del tutto irrilevante se la struttura cui si e' rivolto e' a gestione pubblica o a gestione privata'. Spiegando perche' il favore dei cittadini si indirizza verso il privato, Paolini ha sostenuto che 'una prima spiegazione potrebbe essere che le inefficienze e le cronache negative che vanno sempre piu' connotando le strutture pubbliche finiscono inevitabilmente per favorire quelle private. Puo' darsi che anche questo incida sul risultato finale ma in misura marginale. Il giudizio positivo riguarda prevalentemente la qualita' dei servizi e delle prestazioni'. 'Bisogna poi considerare - ha sostenuto Paolini - che fino a qualche anno fa il grosso dell'utenza non era a conoscenza dell'assoluta parita' fra ospedalita' pubblica e privata accreditata, nel senso che il cittadino non doveva pagare nulla di tasca sua come per la struttura pubblica'.
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