Sempre piu' immigrati, soprattutto in Lombardia. Rapporto Caritas
La crisi non ferma l'immigrazione. Soprattutto in Lombardia, che si conferma la prima regione italiana per numero di immigrati: al 31 dicembre 2009, si registrano 982.225 immigrati regolari (dati Istat). Cifra che sale a 1.136.300 secondo la stima del dossier del XX Dossier Immigrazione 2010 della Caritas, presentato questa mattina all'auditorium San Fedele di Milano. La perdita del lavoro, dunque, non ha spinto gli stranieri a tornare nei Paesi d'origine. "L'immigrazione zero - ha dichiarato il direttore della Caritas Ambrosiana, don Roberto Davanzo - e' una chimera fino a quando rimarranno le condizioni attuali di squilibrio della ricchezza tra Nord e Sud del mondo. Piuttosto pensiamo a quale modello di integrazione attuare facendo tesoro dei limiti sperimentati da altri Paesi". Dunque in Lombardia, dove si concentra il 19% della forza lavoro straniera, si registra per effetto della crisi una riduzione degli occupati nati all'estero (-0,8%, pari a 4.583 unita'), ma l'incidenza di immigrati sugli occupati aumenta, anche se di poco, passando dal 15,7% del 2008 al 15,9% del 2009 (+0,2%). Sempre nel 2009 hanno trovato lavoro 52.836 immigrati, 13.689 in meno, rispetto all'anno precedente. Tuttavia sul totale dei nuovi impiegati, la quota di lavoratori stranieri aumenta, passando dal 35,7% al 39,9% (+4,2%). I ricercatori spiegano che i dati dicono che la crisi ha colpito sia italiani che stranieri, ma non autorizzano a ritenere che si stia verificando un'inversione di tendenza nei flussi migratori. "Gli stranieri che hanno perso il posto di lavoro in questi mesi - ha sottolineato Luciano Gualzetti, vicedirettore di Caritas Ambrosiana - hanno trovato impieghi piu' precari, peggio retribuiti e spesso in nero. Solo una piccola percentuale ha ritenuto di tornare al proprio Paese per le difficolta' non solo economiche ma anche di integrazione sociale". Un altro dato che i ricercatori mettono in relazione con la crisi e' quello relativo alla popolazione scolastica. Rispetto all'anno 2008-2009 in Lombardia si registra un aumento degli iscritti di 12.138 unita', pari all'8%. Tale incremento, tuttavia, e' contenuto rispetto a quello registrato l'anno precedente, quando era pari al 10,5%. Il 24,4% degli studenti stranieri presenti in Italia frequenta una scuola lombarda e nella regione un alunno ogni 8 non ha nazionalita' italiana (in Italia un alunno ogni 13).
"Gli iscritti - ha detto Meri Salati, ricercatrice del Centro Studi di Caritas Ambrosiana - aumentano ma meno che in passato.
QUesto puo' significare che, in seguito alla perdita del lavoro, qualche famiglia straniera ha deciso di dividersi. In Italia e' rimasto il marito, mentre moglie e figli sono ritornati nel Paese d'origine, magari in vista di un nuovo ricongiungimento familiare in tempi migliori". La Lombardia, al 31 dicembre 2009, si conferma la prima regione italiana per numero di immigrati: 982.225. Il 23,2% degli stranieri residenti in Italia vive nella nostra regione, quasi uno straniero su 5. Le province dove si registra il maggior numero di stranieri iscritti all'anagrafe sono: Milano (41,5% del totale); Brescia (16,3%); Bergamo (11,3%); Varese (6,8%); Mantova (5,1%). Fanalino di coda la provincia di Sondrio con lo 0,8%. I primi dieci Paesi di provenienza degli stranieri residenti in Lombardia sono: Romania, Marocco, Albania, Egitto, Filippine, India, Cina, Ecuador, Peru', Ucraina. La citta' di Milano vanta una percentuale di stranieri sul totale della popolazione pari al 15,3%. Questo significa che nel capoluogo lombardo un residente su 6 e' immigrato.
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